La Calabria, che presenta un indice Rt di 1.14, un aumento dell’incidenza e del rischio di occupazione dei posti letto, insieme ad altre 4 Regioni finisce in zona arancione con una nuova ordinanza che entrerà in vigore da domenica 10 e fino al 15 gennaio
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COSENZA – La Calabria abbandona la zona gialla per passare nuovamente in quella arancione. Il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, firmerà una nuova ordinanza con cui dispone l’area arancione, oltre che per la Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto ed andrà in vigore da domenica 10 fino a venerdì 15 gennaio, data in cui scadrà il DPCM anche se per le disposizioni del nuovo DL entrate in vigore dopo l?Epifania, in pratica oggi per tutta la Calabria sarà l’ultimo giorno di zona gialla. Con il nuovo DPCM verranno valutate eventuali proroghe, fa sapere il ministero della Salute.
In Calabria, casi in aumento. A rischio occupazione dei posti letto
Sono la Lombardia e il Molise (entrambe a 1.27), seguite dalla Calabria (1.14), le regioni con il valore dell’Rt puntuale più alto in tutta Italia e compatibile quindi compatibili uno scenario di tipo 2. Altre 6 (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, V. d’Aosta/V./d’Aoste) lo superano nel valore medio, e altre quattro lo raggiungono (Puglia) o lo sfiorano (Lazio, Piemonte e Veneto). E’ quanto risulta dai dati del nuovo monitoraggio del ministero della Salute e Iss al 5 gennaio 2021 e relativi alla settimana 28/12/2020-3/1/2021. La Calabria è una di quelle regioni dove i casi sono visti con un trend in aumento (anche se in modo contenuto) a causa anche dell’aumento dell’incidenza (a 14 giorni è di 157 casi ogni 100mila abitanti). Inoltre nel report viene evidenziata anche una certa criticità per quanto riguarda la probabilità di occupazione dei posti letto nei reparto Covid per i prossimi 30 giorni (rischio che supera il 50%), mentre rimane attenzionata quella delle terapie intensive che restano sotto il 30% ma con allerta gialla. In generale la classificazione complessiva del rischio è moderata/alta nonostante resti bassa la valutazione sull’impatto.
Spirlì ha sentito Speranza “misure necessarie”
l presidente facente funzioni Spirlì è stato raggiunto telefonicamente dal ministro Speranza che ha comunicato la zona arancione della Calabria e spiegato la necessità di adottare la misure “ho parlato con il ministro Speranza. Aspettavo l’ufficialità, ma sapevamo che la Calabria sarebbe entrata in zona arancione per l’aumento dell’indice Rt. Prendiamo atto dell’aumento dei contagi, che ora è veramente tangibile. Ci sono molti territori che hanno numeri che si sono elevati. Mi auguro che il governo sappia prendere le dovute misure di tutela per le attività che resteranno chiuse”.
Report ISS “fase delicata, servono misure più stringenti”
Nel nuovo Report settimanale l’ISS evidenzia che l‘epidemia si trova “in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”. Questo perché nel periodo 15-28 dicembre 2020, a livello azionale l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13), in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Sono 12 le Regioni/PPAA a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso. Sono 13 le Regioni/PPAA che invece hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (vs 10 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale torna a essere sopra la soglia critica (30%). Si osserva, dopo alcune settimane di diminuzione, nuovamente un aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, in particolare, il valore è molto elevato in Veneto. Inoltre si osserva un aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA.

Cosa si può fare con la zona arancione
Con il passaggio alla zona arancione non serve l’autocertificazione per uscire da casa anche se si potrà rimanere solo nel proprio comune. Non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all’altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze. per quanto riguarda le scuole, laddove non siano chiuse da ordinanze comunali o regionali, la Dad è prevista solo alle superiori e nelle università.
I negozi al dettaglio restano aperti ma bar, pasticcerie e ristoranti rimangono chiusi. Sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario, ma che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Restano chiusi gli esercizi commerciali all’interno centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Chiuse le sale giochi e sale scommesse, ma anche bingo e casinò presenti all’interno di locali adibiti ad attività differente. Chiusi centri benessere e i centri termali, le palestre e le piscine.
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