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A Cosenza le Poste sono in affanno e la Cisl scrive al delegato “troppe problematiche”

Cosenza

A Cosenza le Poste sono in affanno e la Cisl scrive al delegato “troppe problematiche”

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“Dalla carenza di personale agli applicativi farraginosi, gli impianti di riscaldamento non funzionanti e le pressioni che devono subire quotidianamente i lavoratori”

 

 

 

COSENZA – “Nonostante ogni Amministratore Delegato di Poste Italiane abbia riconosciuto ai lavoratori ‘capacità fuori dal comune’, apprezzato il lavoro instancabile di questi ultimi mesi, i ‘risultati impressionanti e raccolta record’, continuano a non essere affrontate tante problematiche più volte segnalate‘”. A scriverlo la Slp Cisl di Cosenza.

“La resilienza dei lavoratori, fortuna delle Poste”

“La resilienza dei lavoratori di Poste ha fatto, negli anni, la fortuna dell’Azienda e del suo management. – prosegue la nota sindacale. Ma la loro abnegazione, l’impegno, la tenacia, vengono minate da politiche e scelte operative aziendali non comprensibili”.

“Tante le problematiche irrisolte”

Per la Cgil sono “tante problematiche irrisolte: dalla carenza di personale atavica aumentata con gli esodi incentivati, agli applicativi farraginosi, lenti e molto discutibili; agli impianti di riscaldamento non funzionanti; ai server che consegnano il denaro ogni due-tre giorni, con conseguente difficoltà per definire il consumo di contante a sportello e agli atm, a pressioni commerciali quotidiane non più sostenibili che spingono gli addetti delle Sale e dei Venditori Mobili a chiedere di uscire da questo comparto”.

“I lavoratori di Poste dall’inizio della pandemia sono stati sempre presenti, – è scritto nella nota – fra stress dovuto alle problematiche di cui sopra e paura del contagio, operando in un difficile equilibrio su un filo sottile. La rabbia che monta sui social o allo sportello non può essere riversata su dei semplici lavoratori; non possono pagare questi l’ingresso contingentato della clientela, le norme dei Dpcm, la razionalizzazione degli Uffici Postali, i sistemi informatici che vanno a rilento, la carenza di personale.

Le richieste del sindacato

Di fronte a queste problematiche il sindacato chiede “all’Azienda un maggior raccordo con il territorio, un maggior rispetto per tutta la clientela e non solo per chi fa investimenti o per chi usa le app e nel contempo necessitano: Personale e sportelli dedicati; Politiche attive da mettere in campo nei primi mesi dell’anno avendo ancora la Provincia di Cosenza tanti part time in attesa di essere trasformati in full time; Apertura di tutti gli UP razionalizzati e dei Doppi Turni ancora oggi chiusi onde evitare assembramenti davanti gli UP aperti tutti i giorni; Formazione reale del personale; Termine delle operazioni a sportello in relazione all’orario di apertura al pubblico; L’allocazione, ove possibile, di altre postazioni di lavoro negli UP Hub; Rispetto della programmazione delle ferie per tutti; Manutenzione degli apparati di riscaldamento e condizionamento…in tempo debito; Un rapporto sano e costruttivo con tutti i lavoratori del comparto commerciale…se chi lavora con ottimi risultati da anni in questo settore o i nuovi arrivati chiedono di andar via ciò deve suonare come un campanello d’allarme sia per i Direttori di Filiale che per i Responsabili Commerciali d’Area”.

Per quanto riguarda la prevenzione contro i contagi covid “nonostante il netto ritardo e nonostante sia un evento una tantum – precisa il sindacato – i tamponi ai lavoratori potrebbero far emergere degli asintomatici e nel contempo dare serenità nei luoghi di lavoro”.

La Cgil conclude ricordando che “non bisogna dimenticare che è il capitale umano che fa ricca e prosperosa un’azienda. Gli uomini e le donne di Poste Italiane, che per noi sono persone mentre per qualcuno semplici numeri, meritano la massima attenzione avendola reso solida e prosperosa, anche in tempo di pandemia”.

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