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Report ISS, regioni pronte a cambiare colore. La Calabria punta a tornare in giallo

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Report ISS, regioni pronte a cambiare colore. La Calabria punta a tornare in giallo

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Calabria zona gialla

Attesa per i nuovi dati del monitoraggio settimanale dell’ISS previsto per domani. Diverse le regioni che potrebbero cambiare colore e passare a quelle come meno restrizioni. La Calabria, che già la scorsa settimana ha mostrato dati in miglioramento, punta a ritornare zona gialla

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COSENZA – Dalla Liguria al Veneto, dalla Calabria alla Sicilia: diverse le regioni jhe sperano di cambiare colore domenica prossima, dopo aver registrato nell’ultima settimana un deciso miglioramento negli indicatori. Per avere il quadro più chiaro bisognerà attendere il monitoraggio di domani, con i dati relativi alla settimana dal 18 al 24 gennaio. I numeri analizzati dalla cabina di regia la settimana scorsa, se confermati, porterebbero diverse Regioni in una fascia con minori restrizioni. Con una premessa, però. Per passare alla fascia di rischio più bassa – ad esempio dal rosso all’arancione o dall’arancione al giallo – devono trascorrere 14 giorni a partire da quello in cui per la prima volta vengono registrati dati che consentono la collocazione nella fascia più bassa. In sostanza, bisogna avere dati da fascia gialla o arancione per 14 giorni consecutivi prima di potervi accedere ufficialmente. Il Dpcm dice infatti che l’aggiornamento scatta “fermo restando la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione”.

E la Calabria, che la scorsa settimana aveva già numeri da zona gialla, se avrà mantenuto il trend anche in questa settimana e confermerà i dati di venerdì scorso, passerà in giallo. Era stata inserita tra le regioni a basso rischio, con la percentuale di posti letto occupati in intensiva e nei reparti covid sotto controllo, incidenza in diminuzione, basso rischio di focolai e indice RT di poco sopra l’uno (forchetta tra 0.95 e
1.11). Certo, i contagi non mancano, soprattutto in alcune zone del territorio regionale dove il virus è tornato a colpire (vedi Ionio cosentino dove sono più di 1.100 i casi attivi) e come ha sottolineato il ministero della Salute l’epidemia “resta ancora in fase delicata”.

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Alla luce di ciò, quali altre regioni potranno cambiare colore? Tutte quelle che da venerdì 15 gennaio hanno fatto registrare dati da fascia gialla, se sono arancioni, o da arancione se rosse. Sicuramente non cambierà colore la Sardegna, nonostante la Regione abbia annunciato un ricorso al Tar: l’ordinanza di Speranza è del 22 gennaio. Non dovrebbe cambiare colore neanche la Lombardia, che dal 23 è in fascia arancione per via dell’errore sull’Rt che l’ha tenuta per una settimana in rosso. Tra le 5 regioni e province autonome già gialle (Basilicata, Campania, Molise, Toscana e provincia di Trento), rischiano in particolare Molise e Trento: entrambe hanno un rischio moderato ma sono ad alto rischio di progressione all’alto – che le metterebbe in automatico in arancione – e hanno un Rt nei valori minimi rispettivamente di 0,97 e 0,84. Delle 14 arancioni, oltre la Calabria, anche la Liguria potrebbe diventare gialla (Rt a 0,94 e rischio basso), così come il Veneto, che ha un Rt, ha detto Luca Zaia, a 0,62.

Dovrebbero invece rimanere in arancione Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Quanto alle due in rosso, Bolzano e la Sicilia, solo quest’ultima potrebbe passare alla zona con meno restrizioni: l’Rt, ha spiegato l’assessore alla Salute Ruggero Razza, è in calo e i parametri dei posti letto in terapia intensiva e area medica sotto la soglia critica. In attesa del monitoraggio, il bollettino del ministero della Salute di ieri fa però registrare un rialzo, con un tasso di positività al 5,17% (+1% rispetto a ieri), un totale di 15.204 positivi (erano 10.660 martedì) su quasi 294 mila test complessivi effettuati (molecolari e antigenici) e un tasso di positività sui soli tamponi rapidi al 2,33%, mai così alto da quando si monitorano. Numeri che al momento non cambiano la tendenza dell’ultima settimana, che registra un calo del 12% rispetto a 7 giorni fa, ai livelli più bassi di contagi da 3 mesi. In calo, ma purtroppo ancora molto alti, i numeri relativi alle vittime: 467 contro i 541 del giorno precedente (il totale va verso gli 87 mila).

Come ha avvertito ieri il virologo Andrea Crisanti ci vorranno ancora un paio di settimane solo per veder calare il numero delle vittime giornaliere intorno a 300. Scendono anche le terapie intensive (-20), i ricoverati con sintomi (-194) e gli attualmente positivi (-4448). A livello regionale il Veneto e la Lombardia, in virtù dell’alto numero di test risalgono ben sopra i 2 mila positivi. Il Veneto comunica per la prima volta il dato degli infetti individuati con test antigenico rapido, 1.498 dal 16 gennaio. Non rendono ancora noto il dato Sicilia, Abruzzo, Liguria, Marche, Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. “Calcolare la percentuale cumulando i dati dei due tipi di test è sbagliato – dice il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani – in quanto le percentuali separate sono molto diverse”.

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