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Cosenza, riaprono al pubblico bar e ristoranti. “Siamo fiduciosi, vogliamo solo lavorare”

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Cosenza, riaprono al pubblico bar e ristoranti. “Siamo fiduciosi, vogliamo solo lavorare”

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Un caffè seduti al bar e non fuori al freddo, un pranzo al ristorante o una pizza con gli amici. Così i ristoratori di Cosenza si sono riorganizzati e dopo oltre un mese di zona arancione hanno riaperto al pubblico le loro attività con la speranza di non dover nuovamente chiudere

 

COSENZA – Calabria in zona gialla, ristoratori e baristi tirano un sospiro di sollievo. In città sono tanti i ristoranti che già oggi a pranzo avevano ricevuto numerose prenotazioni. Sarà la voglia di tornare ad una vita “normale” o la sensazione di poter sconfiggere il virus, tanti sono stati i cosentini che questa mattina per prima cosa hanno scelto di fare colazione comodamente seduti al bar sotto casa. Numerosi anche i cittadini che hanno scelto di pranzare al ristorante. “Finalmente, abbiamo riaperto. Come noi sono contenti i clienti, che da questa mattina possono prendere un caffè come hanno sempre fatto”. Sono le parole di Mirko barista di Cosenza che questa mattina ha riaperto in zona gialla, consentendo ai clienti di consumare comodamente al bancone e al tavolino.


 

Come nei bar anche nei ristoranti si registra entusiasmiamo tra i titolari, che riferiscono diverse prenotazioni già a pranzo. “Vogliamo solo riprendere a lavorare – ha detto Elvira, titolare di un’enoteca in centro – è stato un periodo difficile, ma la più grande gioia è ricevere le telefonate dei clienti che vogliono prenotare”. Tra le maggiori difficoltà che lamentano i ristoratori c’è il ritardo nell’erogazione della cassa integrazione. “Il bonus è arrivato regolarmente – ha spiegato Felice ristoratore – ma non copre le spese, utenze e tasse che sono molto più elevate del contributo. Quello che spiace è la mancata erogazione della cassa integrazione per i nostri dipendenti. Noi non vogliamo mandare a casa i nostri collaboratori, ma ci devono mettere nelle condizioni di poter lavorare”. Oltre ai ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, molti ristoratori lamentano la difficoltà nel gestire le materie prime da utilizzare nel quotidiano a causa delle continue aperture e chiusure disposte dai vari Dpcm. “Possiamo lavorare fino alle 18, ma è già un segno positivo. La maggiore difficoltà – ha poi chiarito Carmine, titolare di un ristorante a Rende – è stata nel gestire l’approvvigionamento delle materie prime, che in molti casi abbiamo dovuto buttare perché si sono deteriorate”.

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