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Rissa in piazza, 40 si picchiano con mazze e catene

Calabria

Rissa in piazza, 40 si picchiano con mazze e catene

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Rissa cinghiate 3 ragazzi 1

Circa 40 persone, fra ragazzi e ragazze, molti dei quali minorenni, hanno dato vita ieri pomeriggio ad una vera e propria guerriglia a Campo Calabro, comune del Reggino

 

REGGIO CALABRIA – Armati di mazze, bastoni, catene e protetti da caschi, circa una quarantina di persone si sono affrontati in piazza Martiri di Nassiriya e nelle vie circostanti. A darne notizia è oggi l’amministrazione comunale che, in una nota, parla di “inqualificabile atto di violenza collettiva”. Secondo un primo rapporto della Polizia Locale, molti dei protagonisti dello scontro sono arrivati a bordo di scooter e microcar, parcheggiati nelle immediate adiacenze della piazza e nelle vie attigue, provenienti dai centri vicini. Fra loro alcuni giovani residenti a Campo Calabro. Alcune sequenze della rissa, le cui ragioni al momento non sono note, sono state riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del Comune ed acquisite stamattina dalle forze dell’ordine nella centrale di sorveglianza della Polizia Locale per procedere alla ricostruzione dei fatti e alla individuazione dei soggetti identificabili.

“Si tratta di un episodio che ha colto di sorpresa e stupito l’intera comunità campese – si legge nel comunicato – una comunità pacifica, operosa e solidale nella quale mai a memoria recente si sono verificato episodi del genere ed in particolare poi che vedono protagonisti i giovani. Certa di interpretare il comune sentire della popolazione, l’Amministrazione Comunale – è scritto – condanna fermamente questo atto dissennato, assicura ogni collaborazione affinché i responsabili siano indentificati e perseguiti dalla legge e si impegna a proseguire intensificandola la propria azione a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini, dei luoghi e spazi pubblici. Sappiano quanti hanno scambiato le nostre strade e le piazze per il far west che Campo Calabro ne respinge i gesti e ha isolato quanti li hanno compiuti nella sua coscienza civile. Questo atto – secondo l’amministrazione – richiama altresì, in ragione dell’età dei partecipanti, ad una più grande responsabilità di noi tutti, istituzioni, scuola, genitori, cittadini, gruppi ed agenzie educative, associazioni sportive, culturali circa la necessità di impedire che le giovani generazioni, cui è affidato il futuro di tutti noi, cessino di essere preda di meccanismi, abitudini, consuetudini aggregative che finiscono per allontanarli dalla dimensione della prossimità sulla quale si fonda la convivenza civile”.

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