Italia
Le regioni chiedono le scuole chiuse. Il Governo “attività aperte e aule chiuse? Contraddittorio”

Nel corso della riunione tra Governo e Regioni, da alcune è venuta la richiesta di un parere del Comitato tecnico-scientifico sull’apertura delle scuole alla luce dell’incidenza della variante inglese. Molte vorrebbero la chiusura ma il Governo frena “volete aprire le attività e chiudere le scuole? È un controsenso”. Ordinanze in vigore non più di domenica ma di lunedì
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COSENZA – In corso l’incontro Governo-Regioni in vista dei prossimi provvedimenti per l’emergenza Covid che saranno prima inseriti nella bozza e poi approvati dopo un ulteriore giro di colloqui. All’incontro, per il Governo, partecipano il ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini, e quello della Salute, Roberto Speranza. La preoccupazione per l’esplosione delle varianti covid e il contagio nelle scuole è inevitabilmente finito al centro dell’incontro. La situazione è seria: “c’è una crescita dei casi in Italia come in altri Paesi come la Francia per l’impatto delle varianti”. E’ perciò necessario “non allentare le misure adesso” ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza alle Regioni.
Regioni vogliono le scuole chiuse
Da alcune Regioni è venuta la richiesta di un parere del Comitato tecnico-scientifico sull’apertura delle scuole alla luce dell’incidenza della variante inglese. Inoltre, quasi tutte hanno chiesto di chiudere le scuole, ma i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini hanno sottolineato che “è difficile parlare di chiusure delle scuole da una parte e di riaperture di attività commerciali dall’altra“. In particolare la ministra delle Autonomie avrebbe fatto notare “una contraddizione” nelle due richieste dei governatori. “Sulle chiusure si valuterà giorno per giorno la situazione epidemiologica”, avrebbe detto il ministro della Salute.
Il sistema a colori rimane. Ordinanze da lunedì
Il sistema dei parametri (per definire i colori delle zone in Italia nell’emergenza Covid) si può affinare, ma probabilmente non con il decreto in arrivo, ci vorrà un tavolo tecnico. In ogni caso, per rendere più agevole la programmazione delle attività economiche, le chiusure non entreranno più in vigore di domenica ma di lunedì“. ha detto la Gelimini. “Il sistema a fasce verrà mantenuto. Finora è stato scongiurato un lockdown generalizzato e questo deve essere l’obiettivo principale anche per le prossime settimane e per i prossimi mesi – ha precisato – . State certamente notando un cambio di metodo. Ci siamo visti domenica e ci stiamo rivedendo oggi. Gli incontri saranno sempre più frequenti e costanti”. Apprezzamento da parte del presidente dell’Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro per la decisione del governo di posticipare al lunedì l’esecutività delle ordinanze. “Il governo sta lavorando intensamente in queste ore sul nuovo provvedimento anti-Covid. Sono naturalmente in costante contatto con Palazzo Chigi e contiamo di farvi avere, nella giornata di domani, con grande anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo, una prima bozza del Dpcm” ha aggiunto la ministra Gelmini. “Per l’esecutivo Draghi è fondamentale il confronto costante con le Regioni e anticipare le decisioni, in modo da lasciare ai cittadini il tempo necessario per poter organizzare la propria vita”.
Le Regioni “dal Governo risposte positive”
“Registro alcuni primi passi avanti“, ha detto Bonaccini. “C’è la disponibilità a far lavorare il gruppo tecnico per la revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio. Ma abbiamo chiesto che questo avvenga sin dalle prossime ore e che questi lavori arrivino a conclusione nei prossimi giorni. Il Governo si è poi impegnato a garantire la comunicazione delle misure all’inizio della settimana e non più, come accaduto finora, nel weekend: è quanto avevamo richiesto per consentire a cittadini e imprese di conoscere per tempo le misure e organizzarsi. Dunque un fatto positivo”. “Abbiamo poi apprezzato – ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni – l‘impegno ad una concomitanza più stringente fra provvedimenti restrittivi e l’azione per indennizzi e ristori. Positiva anche l’intenzione manifestata dai Ministri Gelmini e Speranza ad estendere i ristori anche laddove le restrizioni siano introdotte con ordinanze regionali assunte d’intesa col Ministero della Salute. Su questo punto – che avevamo posto da tempo – attendiamo però un riscontro positivo anche dal Ministero dell’Economia”.
“Ma occorre – prosegue Bonaccini – un’accelerazione ulteriore. Primo: fare il punto Stato-Regioni sul piano vaccini affinché siano recuperati i ritardi dovuti ai tagli nella distribuzione, facendo tutto il possibile anche in ambito europeo e coinvolgendo e responsabilizzando ancor più i medici di medicina generale dopo il recente accordo. Su questo si è convenuto di andare ad un tempestivo confronto di aggiornamento con il Ministero della Salute ed il Commissario per l’emergenza. Secondo: lavorare da subito, anche in un’ottica di respiro lungo, per identificare settori ed attività che – al verificarsi di determinate condizioni epidemiologiche e in condizioni di sicurezza – possano riaprire in sicurezza. Terzo: a fronte di una possibile terza ondata, dovuta in particolar modo alla maggiore contagiosità delle varianti che sembra colpire in particolare i giovani, abbiamo la necessità di avere dati certi e previsioni d’impatto per concordare un’azione congiunta in settori fondamentali per la vita delle famiglie e delle comunità, come la scuola. Quarto: è essenziale – conclude Bonaccini – che il nuovo Dpcm chiarisca meglio il ruolo dei diversi livelli istituzionali in materia di contenimento della pandemia”.


















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