Calabria
Vaccini, non solo ritardi e confusione. Ora il rischio sono attese e assembramenti

Continuano a far discutere le immagini arrivate da Reggio Calabria con decine di anziani in fila, anche per diverse ore, in attesa del vaccino. La Prefettura che sta per varare un piano settimanale contro gli assembramenti. E intanto i sindacati chiedono un incontro con Speranza “sanità calabrese paralizzata”
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COSENZA – I Segretari generali regionali della Cgil, Angelo Sposato, della Cisl Tonino Russo e della Uil Santo Biondo, hanno chiesto un incontro al Ministro della Salute Speranza. Decisione motivata dal caos in cui continua a dibattersi la Sanità in Calabria, anche fase della somministrazione dei vaccini. Non bastavano i ritardi nel redigere il paino vaccinale e il cronico ritardo nel numero di dosi somministrate. Nelle ultime ore sono sono le code e gli assembramenti fuori dal consigliere Regionale di Calabria, dove da due giorni sono decine gli anziani in coda che attendono anche per ore in attesa di ricevere la prima dose del vaccino, che stanno facendo discutere e non poco.
Per questo stamattina si è svolto un incontro in Prefettura a Reggio Calabria, tra sindaci dell’Area Metropolitana di Reggio, il prefetto Massimo Mariani, e, per l’Asp5, il responsabile del dipartimento di Prevenzione Alessandro Giuffrida. Il piano di vaccinazione avviato per gli over 80 a Reggio ha mostrato non poche criticità per gli assembramenti davanti all’ingresso del centro vaccinale allestito a palazzo Campanella, ma anche per il metodo di convocazione attraverso le prenotazioni dei medici di base, che non ha previsto una scansione temporale degli appuntamenti. La riunione ha fatto seguito all’incontro di ieri, che il Sindaco Metropolitano Giuseppe Falomatà ha definito “proficua”. “L’obiettivo – ha affermato – è stato quello di lasciarsi alle spalle le brutte immagini di questi ultimi 2 giorni fuori dal consiglio regionale. Noi Sindaci abbiamo dato la massima disponibilità e proposto la massima collaborazione ma soprattutto rivendicato il nostro ruolo di garanti della salute sul territorio. La partita virus, la partita vaccini si può vincere solo e soltanto con la sinergia istituzionale con la collaborazione fra le istituzioni”. Oggi sono stati concordati alcuni interventi ed è stata evidenziata la necessità di un maggior coordinamento con i Sindaci. Il Sindaco di Reggio ha offerto il supporto della Polizia locale. Vigilanza, peraltro, immediatamente attivata davanti palazzo Campanella dopo le scene di affollamento. Le parti hanno inoltre chiesto la trasmissione di un piano settimanale delle vaccinazioni, così da evitare un numero di convocazioni eccessive. Il Comune di Reggio ha offerto la disponibilità di locali. “Alcune criticità che ci sono state – ha detto Falcomatà – si possono risolvere facendo gioco di squadra. Con questi buoni propositi vogliamo affrontare la campagna vaccinale che dopo le persone over 80 passerà a quelle che sono le cosiddette categorie a rischio, quindi, le forze dell’ordine, il personale scolastico. Stiamo anche cercando di capire se tra le categorie a rischio possano rientrare alcune categorie di lavoratori. Mi riferisco ad esempio ai nostri lavoratori di AVR e di Castore che, diciamo, per il tipo di attività che fanno sono sicuramente esposte al virus più di altri”.
I sindacati “sanità paralizzata e gravi carenze organiche”
“Il caos in cui continua a dibattersi la Sanità in Calabria, anche nella delicata e decisiva fase della somministrazione dei vaccini anti Covid-19 – dichiarano i Segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo –, ci spinge a chiedere un nuovo incontro in tempi brevissimi al Ministro della Salute, On. Roberto Speranza. È necessaria ed urgente, infatti, da parte del Governo una forte e vera assunzione di responsabilità riguardo al sistema sanitario della nostra regione e a problemi che da anni attendono di essere affrontati con determinazione e risolti in maniera efficace e definitiva. Solo questo potrà garantire una riorganizzazione e una ripartenza che assicurino ai cittadini la fruizione piena dei Livelli Essenziali di Assistenza, di fatto da tempo negata.
Come sperimentiamo ogni giorno – proseguono Sposato, Russo e Biondo – la Sanità in Calabria è paralizzata, restano le gravi carenze negli organici dei medici e degli altri operatori e c’è confusione finanche sulle strutture nei territori e sulla loro destinazione. La nomina del Commissario ad acta per il rientro dal deficit nella persona del Prefetto Guido Longo, giunta in ritardo e attraverso arcinote e paradossali vicende dopo le dimissioni del Generale Cotticelli, non ha prodotto finora il salto di qualità che ci si aspettava nei servizi di ASP e AO. Sapendo a cosa si sarebbe andati incontro, avevamo chiesto che il Decreto Calabria prevedesse di dotare l’Ufficio del Commissario ad acta del personale necessario, tramite il ricorso a strumenti adeguati ad affrontare un’atavica emergenza regionale: quell’emergenza che ci ha portato più volte a manifestare in piazza, ad un confronto con il Ministro della Salute e a presentare in novembre un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Procura presso la Corte dei Conti. Ma non c’è niente di nuovo sotto il sole: mancano il coordinamento e il controllo sulle attività delle strutture commissariali territoriali e ospedaliere e si continua a navigare a vista, mentre crescono le preoccupazioni per la diffusione dei contagi da coronavirus, con le varianti che circolano ormai sull’intero territorio nazionale. E nessuno batte un colpo anche sulla vertenza che riguarda il Sant’Anna Hospital di Catanzaro, con il rischio concretissimo che vengano meno servizi importanti per la salute di molti pazienti calabresi e vadano persi i posti di lavoro per un personale che conta centinaia di operatori e garantisce prestazioni di eccellenza. Riteniamo, dunque, necessario – concludono i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria –, in assenza di interlocuzioni efficaci sul territorio, incontrare il Ministro Speranza perché il Governo intervenga e operi finalmente per una vera, decisa svolta nel sistema sanitario regionale, con i mezzi adatti ad una situazione in grave degrado».



















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