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CTS “sì alla stretta”. Rafforzare la zona gialla e chiusure nei week end come a Natale

Italia

CTS “sì alla stretta”. Rafforzare la zona gialla e chiusure nei week end come a Natale

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Gli esperti concordi nel chiedere maggiori restrizioni per arginare la nuova ondata di covid. Tra le indicazioni ci sono il rafforzamento delle restrizioni per le zone gialle, zone rosse locali con misure più stringenti e chiusure nei week end

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COSENZA – L’Italia ieri ha superato i 100mila morti dall’inizio della pandemia e si colora sempre più di rosso a causa delle varianti del virus che spingono verso l’alto la curva dei contagi e riportano in sofferenza gli ospedali, con le terapie intensive di 11 regioni già sopra la soglia critica del 30%. Chiusure e restrizioni decise dai governatori che potrebbero anticipare il nuovo intervento del governo.

E’ in corso la riunione del Comitato tecnico scientifico chiesta dal governo per valutare nuove misure alla luce dell’aumento dei contagi dovuti alle varianti. Fra le indicazioni degli esperti ci sono il rafforzamento delle restrizioni per le zone gialle, l’istituzione delle zone rosse locali con misure più stringenti e soprattutto la chiusure nei week end, come durante le vacanze di Natale e il criterio di 250 casi ogni 100 mila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa.

Segnalata anche la necessità di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi e di potenziare il sequenziamento del virus per individuare le varianti. Resta da capire se nella nuova stretta ci sarà anche un’estensione, o meglio un’anticipazione, sull’orario del coprifuoco che per ora resta fissato dalle 22 alle 5. Il sottosegretario alla salute Sileri dice no ad uno stop generalizzato e sì a “misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree“. Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing. Nella maggioranza resta la tensione sull’ipotesi del lockdown generale, che al momento però nessuno avrebbe messo sul tavolo in maniera netta. Matteo Salvini esplicita la contrarietà della Lega: “chiudere adesso senza vaccini non serve a niente e nessuno”. Posizione sulla quale si schiera il governatore della Liguria Giovanni Toti, “totalmente e fortemente contrario all’ipotesi di una chiusura generalizzata”. Realista invece il Cav, secondo il quale “la stagione dei sacrifici non è finita e i dati non ci consentono di abbassare la guardia”. Per difendere la scuola è invece Italia Viva ad invocare il lockdown “tenerle chiuse e lasciare aperto il resto è inutile e sbagliato. Se devono chiudere allora è preferibile un lockdown generale e breve per poi cercare di riaprire tutto in sicurezza”. Con il nuovo monitoraggio la maggior parte delle regioni finirà in fascia rossa e arancione (in giallo potrebbero rimanere solo Sardegna, Sicilia e forse Valle d’Aosta e Liguria) e dunque scatteranno le misure più restrittive, con la chiusura dei ristoranti anche a pranzo, in arancio, e dei negozi, in rosso.

In una situazione simile, con “ogni vita che conta” come dice il premier Mario Draghi, mantenere le misure restrittive e anzi rafforzarle è l’unica strada possibile. “Le prossime ore non saranno facili dobbiamo provare a piegare la curva e richiamare tutti alla massima attenzione”, ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza dopo aver incontrato i tecnici del CTS con la collega Mariastella Gelmini e poi aver visto il presidente del Consiglio per informarlo sul nuovo piano vaccini. Potrebbe esserci una nuova cabina di regia, in vista del nuovo incontro di giovedì con le regioni, in cui si riaffronteranno i tre temi che sono stati al centro della riunione: distribuzione delle dosi, logistica, somministrazione.

 

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