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Vaccinati 1.500 soggetti fragili. Per una volta la Calabria è tra le prime in Italia

Calabria

Vaccinati 1.500 soggetti fragili. Per una volta la Calabria è tra le prime in Italia

Solo Lazio, Veneto e Calabria stanno completando la vaccinazione dei malati fragili. Spirlì “siamo stati tra i primi averli vaccinati”

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Vaccino anziano

COSENZA – Se è vero che continuano a registrarsi ritardi, che molti ultraottantenni aspettano ancora la prima vaccinazione e che troppo spesso mancano le dosi di vaccino, è pur vero che la Calabria, per una volta, si trova davanti a molte Regioni italiane nella vaccinazione dei soggetti fragili, in particolare quelli oncologici. Sono 6.025 i pazienti oncologici ed ematologici già vaccinati contro Covid-19 nel Lazio e per alcuni sono partiti anche i richiami per la seconda dose. In Veneto i pazienti oncologici immunizzati sono ad oggi 3.400 mentre in Calabria sono 1.500 e il servizio di prenotazione per la somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov2, esteso anche alle categorie delle persone fragili e individuate attraverso i codici di esenzione previsti dal Sistema sanitario nazionale, è entrato in funzione 3 giorni fa. Sono queste le tre Regioni al momento ‘più avanti’ con le vaccinazioni per tali categorie di malati fragili. Il dato emerge da un’indagine condotta dalla Federazione oncologici, cardiologi, ematologi (Foce). Quanto alle restanti Regioni, Foce evidenzia una situazione variegata, con ritardi in varie realtà territoriali. In particolare, le Regioni Campania, Sicilia, Emilia Romagna, Trentino stanno attualmente iniziando le vaccinazioni per tali categorie. Al contrario, le immunizzazioni dei malati oncologici non sono ancora partite in Abruzzo, Basilicata, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. I dati relativi a Valle d’Aosta, Molise e Sardegna non sono pervenuti.

Abbiamo così già messo in sicurezza circa 11.000 malati di cancro” ha affermato il presidente della Federazione oncologi, cardiologi, ematologi (Foce) Francesco Cognetti. “Alcune Regioni, ovvero Lazio, Veneto e Calabria – spiega – avevano già deciso di accogliere subito la nostra istanza e di anticipare le determinazioni ministeriali giudicando urgente la vaccinazione di questi malati fragili e quindi ad elevato rischio di mortalità in caso di contagio. Queste Regioni stanno quindi già completando la vaccinazione di questi pazienti“. Tutto ciò, sottolinea Cognetti, “rappresenta uno sprone per tutte le altre Regioni a fare presto e bene“. E’ “importante – rileva inoltre – che queste vaccinazioni vengano effettuate a cura degli specialisti curanti anche responsabili della selezione di pazienti candidabili in accordo con le caratteristiche cliniche illustrate nel decreto ministeriale e che tali vaccinazioni avvengano negli stessi luoghi di cura ove questi pazienti vengono seguiti. Siamo fermamente convinti che l’immediata vaccinazione di questi e degli altri ammalati fragili insieme con i cittadini ultra ottantenni, la cui vaccinazione è tuttora anch’essa lentissima e largamente insufficiente, sia il sistema più valido, insieme certamente con le misure di contenimento del contagio, per abbattere la mortalità tra i contagiati da COVID, che – conclude Cognetti – persiste elevatissima nel nostro Paese, la più alta in Europa”.

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Spirlì “Calabria tra le prime ad aprire subito ai più fragili”

A commentare il dato anche il Presidente f.f. Spirlì che allAGI ha ribadito che “la Calabria ha iniziato a vaccinare, fin dal primo momento, gli ultraottantenni ed è’ una delle tre regioni italiane che, dopo averlo chiesto a gran voce nel corso delle sedute della Conferenza Stato-Regioni, ha attivato la somministrazione per i soggetti fragili, tra cui pazienti oncologici, anche pregressi, cardiopatici, diabetici, portatori di handicap. A loro si uniscono tutte le altre categorie segnalate dal ministero della Salute”.

Il Monito di Draghi “alcune regioni trascurano gli anziani”

L’appello alle Regioni a dare priorità agli anziani e alle persone fragili, dando nuova accelerazione, era arrivato questa mattina dal premier Mario Draghi nel corso delle comunicazioni al Senato in vista del consiglio europeo, che ha lanciato un duro monito alle Regioni “sui vaccini le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute. Alcune hanno infatti trascurato i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità contrattuali”. Draghi ha ricordato che andare spediti con le vaccinazioni è cruciale. “Ma lo è altrettanto vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili, che più hanno da temere per le conseguenze del virus“.

Il presidente del consiglio ha poi sottolineato “gli importanti risultati” ottenuti dal governo: “L’86% degli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale. Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il numero di nuovi casi di Covid-19 diagnosticati nelle RSA tra fine febbraio e inizio marzo è rimasto sostanzialmente stabile, a fronte di un chiaro aumento dell’incidenza nella popolazione generale. Una volta che abbiamo una logistica efficiente – ha aggiunto -, e l’abbiamo, con maggiore pragmatismo si arriva a una maggiore velocità. Procedere spediti con la somministrazione è importante ma è cruciale vaccinare prima gli anziani e i fragili che più hanno da temere dal virus. L’86% degli ospiti delle rsa ha ricevuto una dose”.

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