Calabria
La vertenza dei 6.522 tirocinanti: “dopo 10 anni siamo a casa, vogliamo lavorare”
La vertenza dei Tirocinanti (ex percettori di mobilità in deroga) utilizzati nei diversi Enti Pubblici e i privati, Giustizia, Mibac e Miur coinvolge centinaia di famiglie calabresi
COSENZA – Sono 6.522 divisi nei vari settori, i tirocinanti della Calabria che hanno svolto ruoli e mansioni a livello Regionale ma anche locale, ed hanno rappresentato una risorsa per la pubblica amministrazione. Dopo diversi tavoli istituzionali a settembre, l’Assessore Regionale al Lavoro, Orsomarso, aveva annunciato l’intenzione di coinvolgere il Governo per tracciare una prospettiva e accedere al Recovery Plan al fine di poter reperire le risorse finanziarie necessarie per consentire di proseguire nel percorso lavorativo.
Luca Nicoletti, segretario provinciale della UIL Temp spiega ai microfoni di Rlb l’importanza che hanno rivestito i tirocinanti nei vari enti e soprattutto sottolinea che questi lavoratori non vogliono assistenzialismo.
I tirocinanti – secondo Nicoletti – hanno portato solo vantaggi negli Enti dove hanno operato ed hanno colmato i vuoti delle pubbliche amministrazioni, blocco del Turn-over, Quota100. Oggi purtroppo non vi è stato alcun riconoscimento del lavoro prestato e la UIL Temp ha anche avanzato alcune proposte: il riconoscimento dell’esperienza svolta, i punteggi premiali nei concorsi pubblici e le quote di riserva. Al momento queste proposte – ha spiegato Nicoletti – non sono state ascoltate dai competenti ministeri.



















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