Cosenza
Almaviva, sindacati in piazza: “L’azienda sana i bilanci ma taglia i salari. Inaccettabile”
Riprendere le trattative interrotte per volontà dell’azienda stessa e l’intervento del Prefetto. Sono le richieste dei sindacati che hanno indetto la manifestazione

COSENZA – In piazza 11 Settembre a Cosenza questa mattina la manifestazione indetta dalle sigle sindacali che sostengono la vertenza dei lavoratori di Almaviva Spa, per chiedere l’intervento delle istituzioni al fine di convincere l’azienda a ricomporre il tavolo del confronto e a riprendere le trattative sul ridimensionamento del contratto integrativo. La manifestazione è stata promossa in concomitanza con lo sciopero dei dipendenti dopo che Almaviva Spa ha chiuso al confronto con le organizzazioni dei lavoratori.
“Si tratta di una decisione arrogante da parte dell’azienda che non solo non ha rinnovato il contratto integrativo, ma ha anche applicato una normativa anti-lavoratori, che prevede il ridimensionamento dei salari”. Ha spiegato Ciro Bacci, segretario Fim Cisl Rsu Almaviva. L’azienda infatti, ha inteso proseguire sulla strada dell’aumento dell’orario di lavoro e la diminuzione del salario, abolendo la parte fissa del Pdr (a giugno) e assorbendo i tre quarti degli aumenti contrattuali stabiliti dal Ccnl.

“Quello che chiediamo – ha poi aggiunto Gianfranco Greco Uilm Cosenza – è che l’azienda riveda le sue intenzioni, perché ha motivato i ribassi adducendo come scusa delle difficoltà oggettive, ma noi sappiamo invece che gli amministratori e i responsabili hanno diviso utili. Dunque, non c’è alcuna difficoltà”. Anche sullo smart working in cui è attualmente impegnato oltre il 90% dei dipendenti, l’azienda dichiara l’intenzione di diminuire il valore del buono pasto, negando ogni apertura anche sulle dotazioni tecnologiche e strumentali necessarie per quel lavoro che i dipendenti stanno garantendo nella situazione di emergenza sanitaria ed economica che l’Italia, l’Europa e il mondo intero stanno vivendo.

“Siamo in protesta in tutta Italia – ha spiegato infine Massimo Covello segretario della Fiom Cgil Calabria -perché Almaviva ha risanato i bilanci e sta ottenendo profitto anche grazie ai sacrifici dei lavoratori che per anni hanno lavorato con contratti di solidarietà e riduzione dei salari. La ricompensa dell’azienda è disdire il contratto integrativo e ridurre tutti quegli istituti contrattuali che sono parte integrante del salario dei lavoratori. Invece di immaginare politiche di rilancio si va verso politiche di risparmio economico sulla pelle dei lavoratori. Tutto ciò è inaccettabile”.



















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