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Sacerdoti accusati di estorsione, spariti alcuni atti del processo

Calabria

Sacerdoti accusati di estorsione, spariti alcuni atti del processo

La Procura distrettuale antimafia di Catanzaro ha aperto un’inchiesta per far luce sulla sparizione di una serie di atti inerenti il processo a carico di due preti

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CATANZARO – I due sacerdoti sono accusati di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Graziano Maccarone, 43 anni, in passato segretario particolare del vescovo di Mileto e Nicola De Luca, 42 anni, ex reggente della chiesa “Madonna del Rosario” di Tropea nonché rettore del Santuario di Santa Maria dell’Isola. Vittima delle presunte condotte illecite un imprenditore vibonese.

La circostanza è emersa durante l’udienza presso il Tribunale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Tiziana Macrì. Non si troverebbero più, secondo quanto emerso, gli atti relativi alla costituzione di parte civile presentati nel corso dell’udienza preliminare che si concluse con il rinvio a giudizio dei due imputati, difesi dagli avvocati Fortunata Iannello (Maccarone) e Giovanni Vecchio (De Luca) oggi sostituito in udienza dal collega Sandro D’Agostino.

E’ stato il pm Irene Crea ad annunciare l’apertura di un fascicolo d’indagine finalizzato a verificare dove siano finiti i fascicoli e le eventuali responsabilità. L’udienza è proseguita con le questioni preliminari e la richiesta di citazione, avanzata dai rappresentanti di parte civile (avvocati Michele Gigliotti e Daniela Scarfone), del responsabile civile nella persona della Curia vescovile sulla quale il Collegio si è riservato la decisione che scioglierà all’udienza del 19 aprile prossimo. Sempre gli avvocati Gigliotti e Scarfone ha chiesto una costituzione di parte civile ex novo, che è stata ammessa dal Tribunale.

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