Provincia
Acquappesa, sindaco Tripicchio: “alle chiusure non è seguito il calo dei contagi”
Il sindaco di Acquappesa, Francesco Tripicchio, interviene sull’emergenza coronavirus che sta interessando il Tirreno cosentino e la provincia di Cosenza ed annuncia un confronto serrato con tutti i primi cittadini della fascia costiera

ACQUAPPESA (CS) – Un confronto per elaborare delle proposte “che tengano conto della reale evoluzione epidemiologica e della necessità di analizzare i dati dei contagi ed i luoghi nei quali, questi, avvengono”. Tripicchio parla di “chiusure ingiuste e contagi incontrollati, che smentirebbero la necessità di limitare alcune attività commerciali ed economiche rispetto ad altre”. “Dopo oltre un anno dal primo lockdown, sembra non sia migliorato nulla, anzi. Il numero dei contagi, soprattutto nella nostra regione e nel nostro comprensorio, è di molto aumentato rispetto alla prima ed alla seconda ondata. Per non parlare della disorganizzazione che imperversa sulla campagna vaccinale e che ne rallenta l’azione”.
“Mesi e mesi di restrizioni, di limitazioni e di chiusure non sono serviti a nulla – afferma il sindaco di Acquappesa – ed è questo un dato che dovrebbe farci riflettere e che merita attenzione. Sono diverse, infatti, le attività commerciali ed economiche, costrette alla chiusura o, nel migliore dei casi, a limitazioni che hanno comunque prodotto gravissimi cali di fatturato. Ma a queste chiusure, non è seguito, ahinoi, un calo dei contagi. Di contro, abbiamo assistito, negli ultimi giorni, ad un netto peggioramento dell’evoluzione epidemiologica e ciò dimostra che qualcosa non è andato per il verso giusto e che, probabilmente, alcune categorie sono state penalizzate ingiustamente rispetto al reale pericolo di contagi. Sarebbe giusto chiedersi, a mio avviso, se è mai possibile contagiarsi in un bar o in una pizzeria, con ingressi contingentati e controllati. Oppure in un negozio di abbigliamento, mentre appare ormai chiaro, che, la stragrande maggioranza dei contagi è avvenuta all’interno dei nuclei familiari e non in luoghi pubblici o all’aperto”.
“Questo è un tema che va affrontato con serietà e con grande senso di responsabilità e, nei prossimi giorni, è mia intenzione – conclude – avviare un confronto con i colleghi sindaci del Tirreno cosentino, affinché si arrivi a redigere delle proposte, che tengano conto della realtà e della possibilità di riaprire, in sicurezza, una serie di attività. È importante analizzare bene l’andamento pandemico, perché, arrivati a questo punto, ritengo sia ingiusto fare di tutta l’erba un fascio ed imporre chiusure generalizzate, che non hanno prodotto risultati, ma hanno invece danneggiato un ampio tessuto economico e sociale”.



















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