Area Urbana
Cosenza, “nessun paziente è mai deceduto in ambulanza o nella tenda pre-triage”
Il direttore sanitario dell’AO “non c’è stato alcun decesso in autoambulanza e posso escludere anche una morte nella tenda pre-triage”.

COSENZA – Mentre è ancora in atto la protesta dei cittadini, che chiedono a giusto titolo una sanità più equa e la riapertura degli ospedali chiusi, dall’azienda ospedaliera fanno sapere che “nessun paziente è mai deceduto in ambulanza o nella tenda di pre-triage in attesa delle cure”. È quanto ha dichiarato il direttore sanitario dell’AO di Cosenza Angelo Barbato, che ha poi commentato l’occupazione degli uffici della direzione aziendale da parte di un gruppo di cittadini avvenuto questa mattina. Rimane certo – ha aggiunto – che tra l’8 e il 16 aprile abbiamo avuto un numero elevato di accessi in ospedale, ma tutti i pazienti sono stati adeguatamente trattati nel Dea. In questo arco temporale abbiamo registrato sette decessi ed erano tutti casi estremamente complessi”.
Le notizie dei due decessi in ambulanza
La notizia del primo decesso era stata comunicata, venerdì scorso, dalla presidente della commissione sanità al Comune di Cosenza, dott.ssa Maria Teresa De Marco, che aveva posto all’attenzione il caso di un suo paziente deceduto, “È stato un giorno intero in pronto soccorso prima di spirare – aveva evidenziato la Presidente De Marco – e non è stato possibile trasferirlo in terapia intensiva”. La notizia del secondo decesso in ambulanza, invece, era stata comunicata lunedì, con una nota, dal candidato alle prossime elezioni a presidente De Magistris che aveva parlato di “immagini non sostenibili ad oltre un anno dalla pandemia”.
“I manifestanti? Proteste legittime”
Per quanto riguarda le proteste delle ultime ore, con i cittadini saliti sul tetto della direzione generale, il direttore sanitario dell’Ao ha aggiunto che “le richieste dei manifestanti-sono legittime e noi tutti vorremmo risolvere al meglio e in breve tempo le problematiche della sanità calabrese e cosentina in particolare, ma purtroppo – ha concluso – sono situazioni estremamente complesse”.


















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