Italia
La pandemia e il drammatico aumento del disagio mentale nelle famiglie
E’ cresciuto parallelamente il rischio di maltrattamenti per i minori e l’infanzia tra le mura domestiche è sempre più a rischio

ROMA – Quando la casa non è un luogo sicuro per i più piccoli; è il quadro allarmante che emerge dalla 4^ edizione de “Il tempo della cura”, l’Indice Regionale sul maltrattamento all’Infanzia in Italia, della fondazione Cesvi. A causa di un fenomeno, spesso sommerso, i dati non fotografano la vera realtà perchè, per ogni denuncia di maltrattamenti, 9 casi rimangono sommersi. A peggiorare le cose è arrivata la pandemia che, nell’ultimo anno, ha visto nascere nuovi fattori di stress determinando un “drammatico aumento del disagio mentale all’interno delle famiglie con parallela crescita del rischio di maltrattamento” per i bambini e gli adolescenti.
La fondazione Cesvi ha dedicato un focus al Covid 19 e alla salute mentale, e chiede di “ricostruire subito un sistema di servizi territoriali capace di far fronte all’aumentato bisogno di cure”. Il prolungarsi della pandemia ha reso cronica e strutturale l’emergenza della prima ondata, “logorando lentamente la capacità di resilienza e resistenza psicologica e sociale”.
Aumentata la conflittualità nelle famiglie
Dalla ricerca emerge infatti l’opinione condivisa sull’esistenza di uno specifico “trauma collettivo da Covid-19” che ha agito da detonatore di disagio grave, in special modo tra le persone e le famiglie già fragili o con traumi pregressi. Nelle famiglie più fragili è infatti aumentata in modo preoccupante la conflittualità, la violenza contro le donne e la violenza assistita e subita dai minori. Se si considera che la casa rappresenta il luogo più pericoloso (tra il 60/70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza emotiva) i periodi di lockdown hanno acuito il problema.
Nell’ultimo anno, si spiega nello studio, abbiamo assistito anche a un forte stress negativo sullo stato di salute mentale di genitori e bambini/e legato alla paura di ammalarsi, ai minori contatti sociali, alle preoccupazioni economiche e all’insegnamento online, contribuendo all’aumento del burnout genitoriale.
Il 43% degli italiani e delle italiane (Ricerca AXA 2020 condotta in sette Paesi europei), inoltre, ha avuto un peggioramento della salute mentale nell’ultimo anno. A tutto ciò si aggiunge un aumento delle richieste di aiuto psicologico per bambini e ragazzi ed un aumento del 30% (fonte Bambino Gesù) dall’ottobre del 2020 ad oggi dei tentativi di autolesionismo e di suicidio da parte degli adolescenti. Sulla base di tutto ciò il Cesvi lancia l’allarme:
“Le istituzioni devono agire subito”
“Dopo anni di mancati investimenti, il nostro Paese – afferma Gloria Zavatta, Presidente di Fondazione Cesvi – si è presentato chiaramente impreparato alla prova della pandemia. È dunque indispensabile un rafforzamento dei servizi territoriali per renderli all’altezza della sfida che ci attende. Il rischio di maltrattamento per i nostri bambini e le nostre bambine crescerà in modo esponenziale e con esso il bisogno di cure mentali. È arrivato il tempo della cura e non possiamo più permetterci di essere indifferenti a questo tema”.

















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