Calabria
Vaccini, Calabria meglio di 12 regioni. Ricoveri: intensive al 25%, 44% in area medica
Nella settimana dal 22 al 29 aprile la Calabria ha raggiunto e superato gli obiettivi fissati dal Commissario Figliuolo

COSENZA – Grazie soprattutto al primo fine settimana di vax days, e alle quasi 50mila somministrazioni in appena 2 giorni, nella settimana 22-29 aprile la Calabria ha raggiunto e superato gli obiettivi fissati dal Commissario Straordinario Francesco Figliuolo insieme ad altre 8 regioni (Lombardia, Calabria, Basilicata, Campania, Liguria, Marche, Val d’Aosta, Abruzzo e Sicilia) mentre le rimanete 12 sono rimaste sotto la soglia. Da rilevare comunque che nella settimana 26 aprile-2 maggio c’è stato, rispetto alla precedente, un incremento del 20% nelle somministrazioni. È quanto rileva il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. In Calabria ad oggi sono state somministrate 615.020 dosi su un totale di 807.950, con una percentuale del 76,1%. Agli over-80 sono state somministrate 135.591 dosi, mentre ai soggetti fragili e caregiver 176.736. Gli operatori sanitari e sociosanitari che hanno ricevuto il vaccino sono 86.085, 27.337 invece gli ospiti delle RSA, mentre sono 25.271 le dosi al personale non sanitario ma impegnato in strutture sanitarie e attività a rischio. Nella fascia 70-79 vaccinate 56.696 persone e nella fascia 60-69 le dosi sono andate a 46.335 persone. Infine, oltre 27mila dosi al personale scolastico e 16mila a personale di sicurezza e forze dell’ordine e 17mila alla categoria altro.
In Italia una persona su 4 in Italia ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid, e oltre il 70% degli over80 ha completato il ciclo. Ma è necessario rendere stabile l’obiettivo delle 500.000 dosi al giorno, raggiunto solo nei due giorni del 29 e 30 aprile. Al 5 maggio risultano consegnate 24.779.590 dosi, cioè il 32,5% di quelle previste per il 1° semestre 2021. “Sul fronte consegne – spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – è molto incoraggiante il deciso aumento dell’ultima settimana: quasi 5 milioni di dosi, un colpo di acceleratore decisivo per garantire 3,5 milioni di somministrazioni settimanali”. Per quanto riguarda le somministrazioni invece, al 5 maggio il 25,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 10,9% ha completato il ciclo vaccinale. Oltre la metà degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano al 70%. Tra i 70 e 79 anni il 12,2% ha completato il ciclo vaccinale e il 54,1% ha ricevuto solo la prima dose, mentre tra i 60-69 anni il 9,2% ha completato il ciclo vaccinale e il 28,2% ha ricevuto solo la prima dose. Ai soggetti fragili e loro caregiver sono state somministrate 3.614.254 dosi.
Posti letto, in Calabria di poco sopra la soglia in area medica
Cala anche, e si attesta al 28%, la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri ordinari in tutta Italia, restando quindi ben al di sotto della soglia di allerta individuata dal Ministero della Salute (che in questo caso è il 40%). Tale valore era pari 32% lo scorso 27 aprile. Solo la Calabria registra la percentuale di alta di posti letto occupati in area medica (44%), mentre si trova sotto la soglia critica in terapia intensiva (25%). Questo, nel dettaglio, il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari di area medica non critica nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (16% intensive, 24% reparti ordinari); Basilicata (9%, 36%); Calabria (25%, 44%); Campania (20%, 34%); Emilia Romagna (28%, 24%); Friuli Venezia Giulia (19%, 15%); Lazio (28%, 32%); Liguria (28%, 24%); Lombardia (37%, 30%); Marche (32%, 32%); Molise (23%, 13%); PA di Bolzano (7%, 10%); PA di Trento (21%, 13%); Piemonte (28%, 33%); Puglia (33%, 41%); Sardegna (21%, 21%); Sicilia (18%, 29%); Toscana (38%, 24%); Umbria (21%, 22%); Valle d’Aosta (30%, 16%); Veneto (14%, 15%). “Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – anche se s’intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus”. Lo indica il lieve incremento dell’Rt medio calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), salito a 0,85 nel periodo 7-20 aprile rispetto a 0,81 del periodo 31 marzo-13 aprile, e la risalita dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni nella prima metà di aprile, probabilmente per via della ripresa delle attività scolastiche in presenza. “Con il progressivo calo dei nuovi casi – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – continua a ridursi la pressione sugli ospedali, dove le curve dei posti letto occupati in area medica e terapia intensiva continuano a scendere da 4 settimane consecutive”. In area medica il picco è stato raggiunto il 6 aprile (29.337), e l’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid resta sopra la soglia del 40% in Puglia e Calabria. Anche in terapia intensiva il picco è stato raggiunto il 6 aprile (3.743), e la soglia del 30% risulta ancora superata in Lombardia, Marche, Puglia e Toscana.
I numeri dell’epidemia in Italia continuano a calare, anche se si intravedono i segnali precoci di un aumento della circolazione del virus, con un rialzo dei contagi in età scolare. Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nella settimana tra il 28 aprile e 4 maggio è sceso il numero di nuovi casi (-13,4%), di morti (-19,9%), degli ingressi in terapia intensiva (-11,8%) e ricoveri (-10,5%). Rispetto alla settimana precedente, i nuovi casi sono passati da 90.449 a 78.309, e i decessi da 2.279 a 1.826. In calo anche i casi attualmente positivi, che rimangono comunque alti (413.889 contro 448.149 della settimana prima ), le persone in isolamento domiciliare (393.290 contro 425.089). Le persone ricoverate con sintomi sono ora 18.176 (contro 20.312) e 2.423 quelle nelle terapie intensive (rispetto a 2.748).



















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