Calabria
Dosi AstraZeneca ferme nei frigo (in Calabria 42%). Le regioni del Nord “datele a noi”
Ancora troppi i rifiuti del vaccino AstraZeneca che rimane fermo nei frigo. Le regioni del Nord vogliono la redistribuzione

COSENZA – Sarebbero ancora tante, troppe, le dosi del vaccino AstraZeneca ferme nei frigo delle varie aziende ospedaliere, soprattutto in alcune regioni del Sud Italia. Poco meno delle dosi distribuite non sono state ancora somministrate e per questo alcune regioni del Nord hanno chiesto al Governo una redistribuzione perché invece le loro scorte sono praticamente esaurite. Ad esempio in Calabria il 42,49% delle dosi consegnate del vaccino anglo-svedese sono ancora ferme nei frigo, percentuale che sale ancora in Basilicata (46,86%) e Sicilia (49,3%). Ma lo stesso discorso vale anche per la Campania (dove però la maggior parte sono dose per i richiami) e anche per il Lazio dove si è data ai cittadino la possibilità di scegliere quale vaccino utilizzare e dove praticamente il 90% ha optato per il Pfizer e il Moderna esaurendo le scorte. C’è stata una rincorsa ai farmaci Pfizer e sono andati esauriti. Per questo molte regioni stanno posticipando, come consigliato dal Comitato tecnico scientifico, la seconda dose a 35 giorni.
Scetticismo, paura ma anche cattiva informazione stanno portando migliaia di cittadini a rifiutare le dosi di AstraZeneca. Anche il dirigente della Protezione Civile calabrese Fortunato Varone aveva ammesso che nonostante il successo dei vaxy days, erano rimaste libere tantissime prenotazioni per persone comprese nella fascia di età 60-79 anni per la diffidenza nei confronti della vaccinazione e, in particolare, del vaccino AstraZeneca.
Vaccinazioni libere per esaurire le dosi
Per fermare il “fronte” del Nord alcune regioni stanno correndo ai ripari, organizzando giornate aperte (senza prenotazione e convocazione) per esaurire le scorte di vaccino facendo somministrazioni anche di notte. Giornate “Astra-day” come a Matera e Caserta, anche se non sempre il risultato è stato quello sperato. Nell città dei sassi 750 dosi tra i 60 e i 79 anni, con la priorità assegnata ad alcune fasce di disabili. Ma secondo quanto riferito domenica 9 maggio da un dirigente dell’azienda sanitaria materana, solo 250 delle 750 dosi disponibili sono state somministrate. Le somministrazioni si sono concluse mezz’ora dopo la mezzanotte e secondo quanto si è appreso, tutto si è svolto regolarmente e senza difficoltà.
“Su AstraZeneca la fiducia è stata minata fin dai primi dati” ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute. “L’Unione Europea non ha avuto il coraggio di mutuare l’esperienza del Regno Unito – ha affermato -. Mi hanno chiamato amici per chiedermi se potevano fare AstraZeneca, io ho 49 anni e quando sara’ il mio turno, se c’è AstraZeneca disponibile in quel momento lo farò”. “E’ stata data indicazione di somministrarlo sopra i 60 anni – ha aggiunto – io aprirei anche alla popolazione sotto i 60 di sesso maschile, fino ad esaurimento progressivo delle scorte”.
La comunicazione ha terrorizzato il Paese
Ancora più duro il commento del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano “purtroppo le negatività verso i vaccini ci sono sempre stati – ha affermato Pregliasco – In questo momento si va a vedere il pelo nell’uovo rispetto ad eventi avversi, anziché considerare la complessità e il rischio legato al covid. Il fatto che la Gran Bretagna abbia vaccinato quasi tutta la popolazione con il vaccino AstraZeneca è un elemento di conferma. Spero che la decisione dell’UE sia più legata ad aspetti commerciali, perché AstraZeneca non ha rispettato gli accordi.
Spirlì a Figliuolo «si a gestione condivisa Regione-Esercito”
Intanto il presidente f.f. Spirlì ha incontrato il commissario per l’emergenza covid, Generale Figliuolo proponendo un affiancamento della Difesa in caso di azzeramento del debito «oggi ho incontrato il generale Figliuolo, al quale ho portato il ringraziamento di tutti i calabresi per quanto l’Esercito sta facendo per la nostra campagna vaccinale. Al commissario per l’emergenza, inoltre, ho rivolto l’invito a intervenire sul ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – a cui presto chiederò un incontro –, al fine di presentare una proposta per la Sanità calabrese: laddove la Presidenza del Consiglio decidesse – come speriamo vivamente – di intervenire per la copertura del debito regionale, sarebbe auspicabile una gestione del settore condivisa tra Regione ed Esercito, per tutto il tempo necessario e allo scopo di migliorare il trattamento dei pazienti, di recuperare la dignità dei luoghi della salute e l’uso appropriato di tutti gli strumenti. Un affiancamento di questo tipo avrebbe un valore straordinario, in una terra da troppo tempo ferita dai silenzi, dalle omissioni e dalle scorribande dei pirati della sanità».



















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