Provincia
Rovito: Pro Loco chiede al Comune di ricordare i propri figli Illustri
La Pro Loco di Rovito chiede all’amministrazione comunale di ricordare i figli illustri del proprio territorio scomparsi recentemente, Gianfranco De Maio, Felicetta Ferraro e Dante Lavoratore

ROVITO (CS) – Intitolare loro una strada o un luogo simbolo per celebrarne la memoria e portarli come esempio alle nuove generazioni. Si tratta di personalità di straordinario valore umano, etico e professionale, già riconosciute come vere e proprie eccellenze a livello regionale e nazionale.
Gianfranco De Maio, medico specialista in neurologia e medicina tropicale, direttore generale per diversi anni del movimento di Medici senza Frontiere, è scomparso prematuramente a soli 60 anni,il 3 giugno 2020. Grande oratore, è stato coinvolto in attività di formazione universitaria in collaborazione con molteplici atenei italiani e ha partecipato per MSF a innumerevoli eventi scientifici. A chi tempo fa gli chiese cosa lo avesse spinto a intraprendere questa carriera, Gianfranco rispose “la prospettiva della salute come diritto umano”.Gianfranco è stato un uomo libero, audace, coraggioso e ironico. La sua vita e il suo lavoro sono stati una lezione di intelligenza, di passione, di impegno professionale ed etico e un enorme arricchimento per chiunque lo abbia incontrato, anche solo per poco tempo.
Felicetta Ferraro, professore di Storia dell’Iran presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha intrapreso un percorso di vita e di lavoro che l’ha legata profondamente all’Iran. Specializzata in studi storico-sociali sull’Iran ha ricoperto per otto anni la carica di Addetto culturale presso l’Ambasciata italiana a Teheran, promuovendo borse di studio per i giovani iraniani, eventi, spettacoli, scambi di artisti. A Firenze, dove risiedeva, ha creato la casa editrice Ponte 33 perfezionata nella pubblicazione in italiano di opere di scrittori iraniani. E’ deceduta a 64 anni nel 2019 ed il mondo culturale italiano e iraniano ne hanno omaggiato la memoria ricordandola con svariati articoli di giornali e diffusione della notizia nella televisione iraniana. In Iran è stato organizzato un evento commemorativo presso l’Ambasciata italiana e l’Istituto culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in collaborazione con l’Ismeo hanno fatto lo stesso a Roma
Dante Lavoratore, scomparso da pochi mesi, non è stato solo un artigiano ma un vero e proprio artista che ha dedicato più di quarant’anni della sua vita alla creazione di pipe artigianali di pregio, veri e propri gioielli che si sono imposti in Italia e all’estero, all’attenzione degli amanti di questi capolavori creati totalmente a mano per fumare il tabacco. Tra i suoi clienti più affezionati si annoverano, solo per citarne alcuni, l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il sindacalista Luciano Lama, l’ex Presidente del Senato Franco Marini, il parlamentare Vittorio Sgarbi e il Commissario tecnico della Nazionale di calcio Enzo Bearzot. La passione per la pipa gli fu trasmessa dal nonno che la fumò per tutta la vita, ma non ebbe mai maestri. Fu autodidatta e tutto quello che sapeva sulle pipe lo aveva appreso dai libri. Costruirne una dal nulla non è semplice, ma come in tutte le cose, se ci metti passione e dedizione, puoi raggiungere risultati eccellenti anche in questo campo. E Dante Lavoratore c’è riuscito. Nella sua vita non inseguì mai il guadagno fine a se stesso, tant’è che ad una importante ditta di Torino che voleva stringere un accordo commerciale per la vendita della sue pipe Dante disse di no rifiutando di cambiare l’etichetta da “made in Calabria” a “made in Italy” . “ Le mie pipe – disse – sono calabresi e lo si deve sapere”.
L’augurio è che la proposta della Pro Loco di Rovito venga presa in seria considerazione dalla Istituzione Comunale e che presto si possano inaugurare, insieme all’intera comunità, tre luoghi simbolo del territorio alla memoria di queste illustri ed amate personalità rovitesi, che hanno fatto conoscere Rovito in Italia e nel mondo.

















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