Italia
Alzheimer, dopo 20 anni approvato un farmaco
Il via libera dell’Fda al farmaco contro l’Alzheimer aducanumab, aumenta le speranze di milioni di pazienti in tutto il mondo, finora frustrate da centinaia di stop a terapie considerate promettenti
COSENZA – Non serve per curare la malattia, ma per rallentare il processo. È quanto stabilito dll’ente americano Fda, che comunque ha chiesto un nuovo test clinico per la terapia messa a punto da Biogen, che ha le potenzialità per rallentare il decorso della malattia. La decisione della Fda è stata presa nonostante l’opposizione della commissione indipendente di esperti dell’agenzia e di altri esperti in materia di Alzheimer secondo i quali non ci sono prove sufficienti che dimostrino che il farmaco possa davvero aiutare i pazienti. La terapia consiste in una iniezione al mese per via endovenosa che contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano allo stadio iniziale della malattia. Si tratta del primo trattamento che interessa il decorso e non si limita ad aggredire i sintomi della demenza. “Siamo consapevoli dell’attenzione che circonda questa approvazione – ha affermato Patrizia Cavazzoni, che dirige il Center for Drug Evaluation and Research dell’Fda -. Sappiamo che la terapia ha generato l’attenzione della stampa, dei pazienti e di molti soggetti interessati”.
Attualmente, si legge sul sito del ministero della Salute, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre 1 milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nella loro assistenza, con conseguenze anche sul piano economico e organizzativo. Il problema ovviamente non è solo italiano.
Ne abbiamo parlato con il dottor Eugenio Barone del Dipartimento di Scienze biochimiche A. Rossi Fanelli dell’Università Sapienza, coordinatore del progetto “Unravelling a novel mechanism favoring brain insulin resistance development”, selezionato e finanziato per la seconda volta dall’Alzheimer’s Association, fra le più importanti in ambito internazionale nella lotta contro l’Alzheimer e molte altre malattie neurodegenerative.

















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