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Regionali, de Magistris: “partiti confusi, ma noi andiamo avanti tra la gente”

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Regionali, de Magistris: “partiti confusi, ma noi andiamo avanti tra la gente”

Nel centrodestra si attende l’ufficialità su Roberto Occhiuto, Pd (litiga) ma discute con il M5S e de Magistris per ora è l’unico candidato in corsa

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COSENZA – Tra il Pd che discute con il Movimento 5 Stelle e intanto litiga al suo interno – come sempre – e il centrodestra unito su Roberto Occhiuto, ma manca l’ufficializzazione, l’unico candidato alla presidenza della Regione Calabria, in campagna elettorale da mesi, resta Luigi de Magistris. Il sindaco di Napoli dopo la rottura con l’ex capo della Protezione civile regionale, Carlo Tansi, torna a strizzare l’occhio ai partiti del centrosinistra, salvo poi lanciare bordate quotidiane contro il partito di Enrico Letta, chiedendo ai pentastellati se stanno con la mafia e proponendosi come garante del rinnovamento e guida di una coalizione civica che i partiti del centrosinistra dovrebbero appoggiare “senza i rispettivi simboli”, questa la richiesta esplicita. “Stiamo costruendo – ha detto de Magistris ai microfoni di Rlb – una coalizione sempre più convincente, plurale e ampia. I partiti del centrosinistra sono in difficoltà perché non si aspettavano la mia candidatura, i Cinquestelle che dovrebbero naturalmente appoggiare un’opposizione di alternativa come la nostra sono imbrigliati, Irto si ritira perché dice che in Calabria il Pd è un partito feudi e feudatari, il centrodestra mi sembra in stato confusionale e noi andiamo avanti tra la gente. Loro stanno nelle stanze, lontani dai bisogni, consumano battaglie interne senza pensare realmente al futuro della Calabria”. L’ex Pm sa che da solo non andrebbe lontano e non basta puntare tutto sul malcontento popolare, sulle generalizzazioni, sulla distinzione tra i buoni e presunti tali o chi ha tessere di partito e chi ha amministrato bene ma è svincolato dalle segreterie, ma ribadisce: “noi parliamo a tutti  ai delusi dai partiti e dalla politica. Noi garantiamo la rottura del sistema noto a tutti – ha continuato de Magistris – ma anche una proposta di governo”.

Una parte di “peso” del Pd calabrese, però, non accetterà mai la candidatura di Luigi de Magistris, che – è bene ricordarlo – nel 2007 da pubblico ministero iscrisse nel registro degli indagati, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti (centrodestra) e il successore Agazio Loiero (centrosinistra), il consigliere regionale Antonio Acri (Pd), il vicepresidente della giunta regionale Nicola Adamo e la moglie Vincenza Bruno Bossio, entrambi del Pd. Tutti prosciolti, anche se de Magistris, rispetto al fallimento dell’inchiesta “Why not”, di cui era titolare, mantiene la tesi del complotto. “Conosco bene la Calabria – ha spiegato de Magistris – e sono talmente legato a questa terra da volerci tornare da presidente, nonostante un piccolo grumo di malaffare calabrese mi cacciò in maniera assolutamente ingiusta e illegittima dalla Calabria. Quindi, chi dice in malafede che io sarei lo straniero, lo sfido ad un confronto pubblico. La mia vita è da sempre tra Napoli e la Calabria”

Intano, l’editore Florindo Rubbettino in un tweet di queste ultime ore smentisce “la ridda di notizie che in queste ore si sono susseguite riguardo a un suo possibile coinvolgimento nella prossima campagna elettorale per la presidenza della Regione Calabria”. Rubbettino “demolisce così ogni fantasiosa ipotesi che lo vedrebbe addirittura in lizza con l’altro editore calabrese Carmine Donzelli. Stando a quanto dichiarato dallo stesso Rubbettino, le ragioni del rifiuto a prendere in considerazione un suo coinvolgimento nelle prossime Regionali sono le medesime di quelle che lo condussero a rinunciare alla candidatura nel 2019 ed espresse in dichiarazioni alla stampa nella quale in buona sostanza l’Editore constatava come non vi fossero, all’interno del quadro politico calabrese, le condizioni essenziali per un impegno attivo da parte di una figura proveniente dalla società civile come la sua, specie in considerazione delle note divisioni che affliggono il centro-sinistra regionale dilaniato da lotte intestine”.

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