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La variante Delta potrebbe essere dominante in tutta Italia a fine agosto

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La variante Delta potrebbe essere dominante in tutta Italia a fine agosto

La variante Delta, più contagiosa di circa il 60% rispetto alla variante inglese. Potrebbe diventare dominante in Italia a fine agosto

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COSENZA – Di oggi la notizia del primo caso conclamato anche in Calabria mentre sono già diversi i contagi riscontrati in diverse regioni italiane. In Italia al momento i numeri dei contagi sono rassicuranti, ma Gimbe avverte: attenzione alla variante Delta, la più diffusa nel Lazio. Nell’ultima settimana la variante Delta è stata isolata in due focolai a Milano e Brindisi, segno di una sua maggiore diffusione sul territorio nazionale che si rileva anche dal database internazionale Gisaid: rispetto ai sequenziamenti su campioni raccolti dal 19 maggio al 16 giugno, su 881 sequenze depositate 57 (6,5%) corrispondono alla variante Delta .Secondo l’ultima indagine di prevalenza delle varianti pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità il 18 maggio, la variante Delta, più contagiosa di circa il 60% rispetto alla variante inglese, è all’1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%: in particolare, la diffusione maggiore si registra nel Lazio (3,4%), in Sardegna (2,9%) e in Lombardia (2,5%).

Potrebbe diventare predominante a fine agosto

La variante Delta, che ha i riflettori degli esperti puntati, potrebbe diventare dominante in Italia a fine agosto: è la stima del fisico Giorgio Parisi, dell’Università Sapienza e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) che, in mancanza di dati certi da parte del nostro Paese, si basa sui dati di un Paese dall’organizzazione confrontabile a quella italiana, la Germania. “In Italia si fanno poche sequenze” e “non ci sono attualmente elementi che permettano, per esempio, di capire che cosa è successo nell’ultimo mese”, dice Parisi. “La Germania fa un po’ più di sequenze rispetto a noi e pubblica i suoi dati una volta a settimana” e i più recenti indicano che “la variante Delta è arrivata al 6%, con un tempo di raddoppio di 18-20 giorni rispetto alle altre varianti. Vale a dire – osserva Parisi – che arriva quasi a raddoppiare in due settimane e quasi a quadruplicarsi in un mese“. Alla luce di questi dati e considerando che “l’organizzazione tedesca è simile alla nostra, è ragionevole pensare che la variante Delta stia quadruplicando anche da noi, ma sarebbe meglio saperlo piuttosto che dedurlo da dati di altri Paesi”. Vale a dire che, alla luce dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che davano una circolazione della variante Delta dell’1% in maggio, “con un aumento di quattro volte in un mese potremmo aspettarci che in Italia diventi dominante per fine agosto”.

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In Inghilterra 11.000 contagi in un giorno

Prosegue il rimbalzo dei contagi da Covid alimentato nel Regno Unito dalla variante Delta, importata dall’India: nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 11.007, picco giornaliero da metà febbraio, su 1,1 milione di tamponi. Resta per ora più contenuto – grazie all’effetto dei vaccini – l’aumento dei morti, 19 oggi contro i 9 di ieri, e dei ricoveri in ospedali, il cui totale è ora di 1.227. Ma gli esperti rimangono inquieti e predicano cautela, anche se le vaccinazioni fatte sfiorano ora quota 73 milioni, con oltre 42,2 milioni di prime dosi (l’80,1% della popolazione adulta nazionale) e quasi 30,7 milioni di richiami.

“In Gran Bretagna, dove è ormai dominante, la variante Delta raddoppia ogni 15-20 giorni“, ma dati incoraggianti arrivano da una recente ricerca sui ricoveri nel Paese: “sembrerebbe che i vaccini siano efficaci in quanto i dati indicano un livello alto di protezione. Tuttavia – rileva Parisi – si tratta di capire se i vaccini proteggano solo dalla malattia o anche dall’infezione asintomatica. In quest’ultimo caso la circolazione del virus aumenterebbe”. Alla luce di questa situazione, secondo Parisi “si dovrebbe cominciare a riflettere su una campagna d’autunno con richiami contro tutte le varianti”. E’ infine chiaro che “è sempre più urgente vaccinare il resto del mondo perché le varianti si sviluppano dove il virus circola tantissimo”. Per fare questo è necessario “togliere il blocco dell’export sui vaccini e che i Paesi più ricchi tirino fuori un assegno da 20 miliardi perché ci siano le dosi per vaccinare il resto del mondo.

Emiliano “la variate ci preoccupa molto”

“La variante Delta ci preoccupa molto, facendo tutti gli scongiuri l’abbiamo, credo, cinturata dalle parti di Brindisi, speriamo non scappi da altre parti perché è un po’ meno sensibile ai vaccini, o potrebbe esserlo, quindi per ora cerchiamo di bloccarla”. Lo ha detto il presidente della regione Puglia Michele Emiliano a margine di un incontro ad Andria per presentare due nuove strumentazioni sanitarie. “In Inghilterra – ha aggiunto Emiliano – dove avevano fatto una scelta diversa dalla nostra, e tutti glorificavano il fatto che Londra fosse piena di gente, perché si erano giocati le prime dosi di vaccini in larga scala, hanno ritardato le seconde e il ritardo delle seconde dosi sta scatenando una nuova ondata”. “Quindi come vedete – ha concluso il governatore pugliese – l’Italia, ancora una volta, che siamo abituati a flagellarci, fa le cose meglio degli altri, l’importante è che ogni tanto ce ne vantiamo anche noi”.

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Ema “possibile accorciare due dosi AstraZeneca”

“Riguardo alla seconda dose del vaccino Astrazeneca abbiamo dei dati preliminari del Regno Unito che dimostrano che questo vaccino protegge dalla variante Delta e che una seconda dose aumenta la protezione in modo abbastanza significativo. La protezione dopo la prima dose è di poco inferiore rispetto a quanto abbiamo visto sulla variante Alpha che ora circola nella maggior parte dell’Europa. Per cui è importante dire che l’intervallo tra le due dosi potrebbe essere accorciata” ha detto il responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici dell’Ema, Marco Cavaleri.

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