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Il centrodestra presenta Occhiuto-Spirlì ma sul presidente f.f. scoppia il caso

Calabria

Il centrodestra presenta Occhiuto-Spirlì ma sul presidente f.f. scoppia il caso

Antonio Tajani e Matteo Salvini con Giorgia Meloni in videoconferenza daranno il via oggi alla campagna elettorale ma sulle parole di Spirlì piovono polemiche

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spirli a villa bianca 1

LAMEZIA TERME – E’ il giorno della presentazione per il centrodestra del ticket scelto per le prossime regionali: Roberto Occhiuto candidato presidente della Regione e l’attuale presidente ff Nino Spirlì – che non sarà in lista – come vice presidente. Oggi i leader di Forza Italia, Antonio Tajani, della Lega, Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in videoconferenza, daranno il via alla campagna elettorale da Lamezia Terme.

L’appuntamento rischia però di trasformarsi in polemica dopo l’uscita del leghista Spirlì che intervistato da Klaus Davi ha auspicato una rilettura “positiva” dell’attività di Benito Mussolini “per la sua parte socialista“. “Condanna assoluta e totale delle leggi razziali e delle guerre coloniali, della seconda Guerra Mondiale e di Salò ma bisogna riconoscere che il Duce è stato soprattutto all’inizio fautore di una rivoluzione sociale” le sue parole. Scivolone che giunge proprio nel giorno in cui Matteo Salvini arriva in Calabria e ne tesse le lodi. “Riconoscere il lavoro di Nino – dice – dei consiglieri e dei Sindaci della Lega, con il ticket della vice presidenza, penso sia un bel ringraziamento”.

La reazione del centrosinistra

La deputata Dem Chiara Gribaudo invita Spirlì a studiare “lo squadrismo contro le Camere del lavoro ad esempio”. Stupefatto si dice il deputato calabrese di Leu Nico Stumpo “per la superficialità della rilettura storica e il revisionismo. Il regime fascista non era quello che descrive”. Ma è Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, ad affrontare di petto i tre leader del centrodestra invitandoli senza mezzi termini ad annunciare “la cacciata dalla loro coalizione di un tale che elogia Mussolini e il regime fascista”. Se non accadrà, è il pensiero di Fratoianni, “significa che in Italia abbiamo una classe politica di destra nostalgica del fascismo, e questa non è una buona cosa per il Paese e neanche per gli elettori democratici di destra del nostro Paese”.

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