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Alto Tirreno: amministratori, tecnici e professionisti si spartivano gli appalti

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Alto Tirreno: amministratori, tecnici e professionisti si spartivano gli appalti

Sono 16 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta su appalti e massoneria tra l’alto tirreno cosentino e la Basilicata. Coinvolti anche amministratori pubblici

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Spartizione denaro

COSENZA – Un vero e proprio “cartello” tra la Calabria e la Basilicata che mirava ad eludere le norme sulla libera concorrenza e trasparenza degli appalti, al fine di ottenere illegittimamente l’aggiudicazione e dividerne gli importi tra tutti gli associati, compresi quelli non aggiudicatari dell’appalto, secondo percentuali predeterminate. È quanto emerge dall’inchiesta partita nel giugno del 2020, dei carabinieri di Scalea, coordinati dalla Procura di Paola.

Secondo gli inquirenti, sono numerose le gare d’appalto indette dagli enti comunali oggetto di manipolazione da parte degli indagati, tra loro anche uno iscritto alla massoneria. Tra le gare truccate, l’affidamento dei servizi tecnici e i relativi lavori del “consolidamento dei versanti in località San Giovanni e ripristino della viabilità” per un importo di 70mila euro indetta dal Comune di Aieta. Da quanto riferito dagli investigatori, Luigi Cristofaro aveva assunto il ruolo di supporto al RUP (responsabile unico del procedimento) e non si sarebbe astenuto dalla gara cui partecipavano i fratelli Del Vecchio e la Melega, ritenuti appartenenti allo stesso sodalizio criminale. Gli indagati, per aggiudicarsi le gare, avevano costituito un Rtp (raggruppamento temporaneo di professionisti) e Cristofaro fece da mediatore, promuovendo l’offerta dell’Rtp al vicesindaco che invece la riteneva onerosa, riuscendo a portare a buon fine l’esito della trattativa e della gara.

Lo stesso sodalizio sarebbe riuscito a turbare, anche, la procedura d’appalto relativa “all’affidamento in carico professionale per le verifiche tecniche dei livelli di vulnerabilità sismica dell’Istituto tecnico commerciale del Comune di Moliterno (Pz)”. In tal caso, gli indagati avrebbero costituito due gruppi professionali che, attraverso la presentazione di offerte concordate riuscivano ad ottenere l’aggiudicazione della gara per 50mila euro spartendosi il 50% dell’appalto per ciascun gruppo. 

Indagati assessore e funzionaria del Comune di Belvedere

Dalle carte emergerebbe anche la responsabilità degli assessori ai lavori pubblici di Belvedere Marittimo Marco Liporace e al turismo Vincenzo Cristofaro e della responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Paola Di Stio. I tre, a vario titolo, avrebbero agevolato due imprese per escluderne altre, in ben quattro procedimenti, riguardanti risparmio energetico, messa in sicurezza e altri lavori. La Procura aveva chiesto l’emissione delle misure cautelari anche nei confronti degli amministratori pubblici e degli imprenditori coinvolti, che il gip non ha ritenuto opportuno concedere.

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