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Solidale con i diversi, pardon con gli speciali

COSENZA – Maledetta ignoranza. Un bambino di Montepaone Lido, affetto da fibrosi cistica, non può andare a scuola perchè qualche
“imbecille” ha stabilito che la malattia è contagiosa, un fratello africano entra in un bar a Cosenza e gli rifiutano un caffè in tazzina perchè la sporca, ad un omosessuale è negata la comunione perchè Dio non ama i gay, un bambino di Cosenza non può giocare con i suoi amichetti perchè le loro mamme hanno detto ai loro figli che quel bimbo è diverso, è down, oppure una famiglia di Cosenza vive da sei mesi sotto un ponte perchè, non avendo un Santo in Paradiso o un amico che conta non può avere diritto ad una casa. Potremmo continuare all’infinito. Chissà quante altre storie come queste esistono alle nostre latitudini e longitudini. Ma mi chiedo tutti gli imbecilli stanno in Calabria? Che tristezza. Tutta questa gente che ho appena elencato è emarginata, non per sua scelta, ma perchè gli imbecilli (la mamma degli imbecilli è sempre incinta, recita un antico e mai passato di moda adagio, ndr) hanno deciso così. Si può andare avanti così, senza far nulla, senza indignarsi, senza alzare la voce? Credo proprio di no. Non è pensabile che nel 2013 ancora si ragioni in questa maniera. Oggi voglio esprimere tutta la mia solidarietà a queste persone che ho citato e a tutte quelle altre, troppe, che quotidianamente vedono calpestati i loro diritti e mortificati nella loro dignità. Oggi mi voglio sentire diverso. Perchè credo che la diversità sia un valore, di crescita, di cultura e di pensiero. Oggi voglio essere gay, di colore, musulmano, down. Oggi voglio sentirmi diverso. No, meglio dire che voglio sentirmi speciale. Come lo sono tutti i diversi.



















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