Italia
La storia dei casinò online tra presente e futuro
L’Italia ha colmato il gap con gli altri Paesi d’Europa e del Mondo. Buona parte del merito va agli operatori già attivi sul territorio

Sono passati più di 25 anni da quando nel piccolo stato caraibico di Antigua e Barbuda vide la luce il “Free Trade and Processing Zone Act”, l’atto che diede ufficialmente il via alla storia dei casinò online. Era il 1994 e da quel momento il comparto è cresciuto così tanto da diventare il settore più importante e remunerativo di tutto l’intrattenimento sul web. E probabilmente lo resterà ancora a lungo. Ecco perché è importante ripercorrere le tappe fondamentali di quello che può essere definito un vero e proprio boom planetario.
La seconda pietra miliare per la storia delle sale da gioco virtuali risale al 1995. In quell’anno entrò in gioco Cryptologic, un’azienda capace di creare un protocollo criptato per le transazioni economiche online. Un protocollo adottato in appena dodici mesi dalle principali aziende di gaming ma che, a conti fatti, ha rivoluzionato tutto il mondo di internet.
Dalle metà degli anni ’90 l’evoluzione del settore è stata incessante. E buona parte del merito è delle multinazionali del gioco, capaci di intuire in breve tempo le enormi potenzialità di questo tipo di intrattenimento. Fu così che iniziarono le prime distinzioni tra un operatore e l’altro, ognuno con le proprie promozioni e i propri bonus e con la propria strategia aziendale. Alcuni aspetti, però, rimasero uguali per tutti. Soprattutto sul fronte delle discipline messe a disposizione degli appassionati.
Tra i giochi che hanno trainato i casinò virtuali un ruolo fondamentale spetta al blackjack che arrivato online non ha fatto che aumentare il suo prestigio. Insieme al “21” sbarcò sul web anche la versione virtuale delle slot machine. E in pochi mesi il giro d’affari del settore salì alle stelle, così come il numero di appassionati sparsi nel mondo.
Nel nostro Paese la storia dei casinò online è molto più recente, ma non per questo non merita di essere raccontata. Tutto iniziò con il “decreto di Ferragosto” del 2011, l’atto che legalizzò le sale da gioco virtuali. Il successo fu praticamente immediato. Nei sei mesi successivi al decreto le aziende attive sul mercato italiano fatturarono la bellezza di 5 miliardi di euro. E senza poter sfruttare gli incassi delle slot machine che ottennero la licenza soltanto nel 2012.
A dieci anni di distanza possiamo tranquillamente affermare che l’Italia ha colmato il gap con gli altri Paesi d’Europa e del Mondo. Buona parte del merito va agli operatori già attivi sul territorio che riuscirono a convertire rapidamente i propri business focalizzati principalmente sulle lotterie e sulle scommesse sportive e ad affacciarsi in tempi rapidi sul nuovo “terreno di gioco”. Un’azione importante che ha convinto anche le aziende internazionali a investire sul mercato italiano e a creare offerte personalizzate per i milioni di giocatori attivi lungo lo Stivale.
Il resto è storia recente e porta alle ultime due innovazioni arrivate nel mondo dei casinò virtuali: il live gaming e il mobile gaming. Il primo, ovvero quella modalità che prevede l’interazione in diretta con dealer in carne e ossa, è stato reso possibile dalle evoluzioni tecnologiche e dall’arrivo di connessioni sempre più veloci e in grado di “trasportare” migliaia e migliaia di byte di dati in tempo reale.
Nel frattempo sono arrivati nelle nostre case anche gli smartphone, dispositivi portatili talmente avanzati da poter rivaleggiare con i computer e le console più potenti. E la loro diffusione capillare ha convinto le aziende di gaming a investire massicciamente nel settore e a creare nuovi giochi pensati appositamente per il piccolo schermo.
Due svolte importanti che mettono le basi per fare le prime ipotesi di evoluzione del settore. Molto probabilmente le novità maggiori arriveranno nel campo dell’immersività delle esperienze di gioco e in quello delle transazioni. La realtà virtuale promette di essere il nuovo “game changer” e potrebbe permettere di chiudere definitivamente il gap tra sale da gioco fisiche e virtuali. Sul fronte delle transazioni si attende l’implementazione in pianta stabile delle criptovalute. Basate sulla tecnologia blockchain promettono di elevare gli standard di sicurezza per i giocatori a livelli mai visti.




















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