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“Purtroppo la pandemia non è finita, dobbiamo dire la verità. Correre sulle vaccinazioni”

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“Purtroppo la pandemia non è finita, dobbiamo dire la verità. Correre sulle vaccinazioni”

Speranza “serve grande prudenza perché l’insidia delle varianti è un’insidia con cui fare i conti con il massimo dell’attenzione”.

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Roberto Speranza Ministro 3

ROMA – “La vaccinazione è la vera e più importante arma che abbiamo a disposizione per chiudere questa stagione così difficile. Oggi supereremo le 54 milioni di dosi somministrate ma dobbiamo insistere e lavorare perché questo vaccino è veramente fondamentale se vogliamo metterci alle spalle un passato così difficile”. Così il ministro della sanità, Roberto Speranza a margine della sua visita oggi all’Ospedale “San Leopoldo Mandic” di Merate e all’Ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco “Purtroppo la pandemia non è finita, dobbiamo dire la verità, i numeri ci segnalano che anche in altre parti d’Europa e del mondo, anche se ci sono state vaccinazioni significative, il contagio può esserci e ciò anche a causa di queste varianti. Soprattutto la variante Delta“, ha poi aggiunto Speranza. “Questo deve spingerci – a concluso – a correre ancora di più sulle vaccinazioni e mantenere un atteggiamento di prudenza e gradualità che io ritengo davvero indispensabile. Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo iniziato perché questa battaglia non è ancora vinta e l’insidia varianti è da affrontare un la massima attenzione”.

Lavoriamo per far rispettare l’obbligo ai sanitari

Sull’obbligo di vaccinazione agli operatori sanitari “dobbiamo lavorare perché quella norma sia rispettata, le vaccinazioni sono l’arma più importante contro il virus” ha detto il ministro della Salute. “Oggi più che mai dopo i mesi di pandemia abbiamo bisogno di investire sul nostro servizio sanitario nazionale e di valorizzare il più possibile la parola ‘prossimità’. Io vorrei che la parola prossimità diventasse il più possibile la parola chiave del rilancio del nostro Ssn. Nel Pnrr – ha aggiunto – che è una grande opportunità per il nostro Ssn, sono previsti 20 miliardi di investimenti, e ci sono risorse per un fare salto in avanti. Quattro miliardi circa, che rappresentano un enorme investimento, sono destinati proprio al sistema di assistenza domiciliare. Ora dobbiamo usarli bene”.

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