Provincia
Ennesimo incendio ad Acri, Cgil: “serve programmazione seria”
La Flai e la Cgil di Cosenza esprime vicinanza a tutti i lavoratori di Calabria verde, protezione civile, vigili del fuoco, e decine di volontari, impegnati in queste ore a fronteggiare il fenomeno incendi

COSENZA – Da Cosenza a Rende, da Acri ad Altomonte sono numerosi gli incendi che stanno distruggendo il territorio cosentino, molti di questi a ridosso delle abitazioni, per cui molti sindaci hanno dovuto provvedere agli sgomberi. “Le immagini di queste ore che si ripetono, purtroppo, ogni anno non si possono addebitare solo al caldo – scrive il sindacato Flai e la Cgil di Cosenza – gli incendi nel nostro territorio stanno distruggendo intere aree boschive che rappresentano un grande patrimonio e sempre più spesso riguardano anche centri abitati. Le scelte politiche in materia di salvaguardia e cura del territorio, hanno prodotto questa emergenza che alterna le fiamme estive al dissesto idrogeologico degli inverni”.
“Questi incendi stanno provocando danni all’agricoltura, agli allevamenti di bestiame e di conseguenza all’economia del territorio. Il tema della sostenibilità ambientale a parole rappresenta la vera sfida, ma i fatti dicono che continuiamo a commentare tragedie senza fare un vero piano di intervento concreto che permetta ad interi territori di contrastare questa emergenza e programmare il futuro. Le eventuali responsabilità dell’uomo dovranno essere accertate dagli organi preposti e verificare se si tratta di un sistema strutturato”.

“Però a nostro avviso – scrivono Giovambattista Nicoletti della Flai Cgil e Umberto Calabrone della Cgil di Cosenza – non bisogna annoverare tra le concause, solo aspetti climatici sempre più eccezionali, molti individuano l’aumento dei Canadair come panacea per contrastare il fenomeno, a nostro avviso invece influisce molto una scarsa programmazione rispetto alla pulitura dei boschi, le strisce antincendio e tutto ciò che è necessario, di certo non ad azzerare la possibilità, ma sicuramente diminuire significativamente gli eventuali danni e conseguenze. Questa lotta la si vince con una maggiore tutela e salvaguardia del territorio, e questo non la si può fare con un numero di lavoratori idraulici forestali, ridotta a numeri del tutto insufficienti, al netto di alcune zone, aggravato dal fatto che l’età media è al disopra dei 55 anni”.
“Riteniamo e ribadiamo che non sia più rinviabile un’operazione di assunzione nel settore forestale Calabrese, lavoratori/trici con una formazione specifica, ma che vengano anche messi adeguatamente in condizione di fronteggiare tutte le emergenze derivanti dalle calamità naturali, e non solo. Queste a nostro avviso dovranno essere le risposte adeguate, non fare ricorso a strumenti molto più onerosi e soprattutto di natura privatistica. Per ultimo esprimiamo vicinanza alle popolazioni di quei territori, che stanno subendo danni enormi, stanno vivendo giorni di paura e di apprensione”.




















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