Italia
Oltre 3 mln di over 50 ancora senza vaccino. “Legittimo” chiedere il Green pass
La conferma dal Consiglio di Stato, dopo quella del Tar Lazio, in cui viene respinto quanto sostenuto da alcuni cittadini non vaccinati

ROMA – Sono ancora 3.424.070 gli italiani over 50 che non si sono sottoposti ad alcuna somministrazione di vaccino anti-Covid: si tratta del 12,3% della popolazione della fascia d’età considerata. Il dato emerge dal report settimanale della struttura del commissario Francesco Figliuolo. Rispetto ad una settimana fa i vaccinati con più di 50 anni sono aumentati di circa 100mila unità. Oltre la metà dei non vaccinati (1,7 milioni) sono tra i 50 ed i 59 anni: si tratta del 17% di questa fascia d’età.
Tra i maggiori di 80 anni sono 248.509 le persone ancora senza prima dose, pari al 5,45% di questa fascia d’età, mentre gli immunizzati sono 4.210.972 (92.35%). Nella fascia 70-79 anni sono 527.132 senza prima dose (l’8,76%), mentre gli immunizzati sono 5.362.924 (l’89,1%). Nella fascia 60-69 in 947.294 sono finora sfuggiti al vaccino (il 12,54%), mentre 6.394.712 (84,66%) sono immunizzati. Nella fascia 50-59 senza prima dose sono 1.701.135 (il 17,63%), mentre gli immunizzati sono 7.530.153 (il 12%). Nella fascia 16-19 anni 546.601 sono in attesa di prima dose (23,54%); gli immunizzati sono 1.437.248 (il 61,90%). Nella fascia 12-
Il Consiglio di Stato legittima la richiesta Green pass: “non viola privacy”
La richiesta di Green pass non viola la privacy ed è legittima. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, pronunciandosi in sede cautelare, ha ribadito la validità e l’efficacia delle disposizioni attuative (il Dpcm del 17 giugno 2021) del sistema incentrato sulla certificazione verde Covid-19, il Green pass.
Il Consiglio, confermando la decisione del Tar Lazio n. 4281/2021, ha respinto quanto sostenuto da 4 cittadini, non vaccinati, secondo i quali il meccanismo di contenimento dell’epidemia delineato dal legislatore nazionale comporterebbe un pregiudizio della riservatezza sanitaria, in contrasto con la disciplina europea sulla protezione dei dati sanitari. La decisione cautelare ha rilevato che, “in ogni caso, non essendo stata dimostrata l’attualità del pregiudizio lamentato dai ricorrenti, restando salva la libera autodeterminazione dei cittadini che scelgono di non vaccinarsi, risulta prevalente l’interesse pubblico all’attuazione delle misure disposte attraverso l’impiego del Green pass, anche considerando la sua finalità di progressiva ripresa delle attività economiche e sociali”. In ogni caso, viene sottolineato, in sede di merito il Tar potrà approfondire le questioni relative alla disciplina europea in materia di dati sanitari.
















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