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Selezioni irregolari in Poste Italiane, nuova fumata nera. Sindacati sul piede di guerra

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Selezioni irregolari in Poste Italiane, nuova fumata nera. Sindacati sul piede di guerra

I sindacati, preso atto che l’azienda non ha ammesso la propria responsabilità, dichiarano lo stato di agitazione e presto lo sciopero

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poste castiglione cosentino

COSENZA – Con una nota i rappresentanti sindacali di SLC-CGIL, UILPOSTE, CONFSAL-COM e FNC-UGL, annunciato un nuovo nulla di fatto dall’ennesimo incontro che si è tenuto dopo le denunce delle sigle sindacali sui presunti illeciti perpetrati dal Management Calabrese di Poste Italiane, in particolare nell’inosservanza di una “selezione” per capi squadra del settore recapito in provincia di Cosenza al Livello “E” e non conformi al bando aziendale, ma anche la violazione delle graduatorie relative ai trasferimenti di sportellisti. In particolare, spiegano i sindacati “come da programma il giorno 30/09/2021 si è tenuta in videoconferenza l’incontro relativo alle procedure di raffreddamento e conciliazione scaturite dal conflitto di lavoro aperto dalle Segreterie Regionali della SLC-CGIL, UILPOSTE E CONSFSAL.COM. Sarà per mancanza di fantasia, sarà per l’arroganza che il potere conferisce, ma nonostante l’obbligo contrattuale fosse quello di tentare un raffreddamento del conflitto l’azienda, nella persona del suo Responsabile delle Risorse Umane della Macro Regione Sud, non solo non ha ritenuto opportuno presenziare al confronto, – spiegato i sindacato – né ha ammesso le proprie responsabilità in materia di gestione, ma ha ribadito, tramite il Responsabile delle Relazioni Sindacali della Calabria, la distorta lettura dei fatti addebitati, con la malcelata speranza che una bugia ripetuta all’infinito possa diventare verità”.

“Purtroppo le Scriventi OO.SS. confortate anche dall’appoggio esterno della Segreteria FNCUGL, e nonostante alcune inspiegabili defezioni, sono avvezze a misurarsi sui fatti e non sulle elucubrazioni dispotiche e discriminanti che hanno animato le giustificazioni aziendali, per cui il conflitto si è concluso negativamente con la dichiarazione dello stato di agitazione e presto la proclamazione dello sciopero. L’irregolare gestione di una selezione a caposquadra e una mobilità effettuata fuori dalle regole fanno venire meno quei profili di tutela e giustizia contrattualmente enunciati e sottoscritti dalle parti. Il tentativo di ricondurre a ragione, significava dare speranza di giustizia ed equità a tutti i lavoratori che possono vedere nuovamente nelle forze sindacali lo specchio delle loro aspirazioni e generare una rinnovata sinergia con la base, foriera di futuri miglioramenti”. Il mancato conseguimento di un risultato positivo – spiegato ancora le sigle, invece determina, oltre le naturali conseguenze d’ordine amministrativo, che il Responsabile delle Risorse Umane della Macro Regione Sud dovrà prepararsi a giustificare il proprio operato in sedi esterne e più qualificate, e a subire un giudizio sulle sue sconsiderate decisioni. Le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, UILPOSTE, CONFSAL-COM e FNC UGL non demordono e hanno data mandato alle rispettive Segreterie Nazionali l’onere di un intervento risolutivo, oltre il quale sono pronte a dare battaglia fuori dai confini istituzionali nella speranza di riportare a ragione questa scheggia impazzita del ramo di Poste Italiane Spa”.

Antonio Lillipuziano (SLC-CGIL), Fausto Medaglia (UILPOSTE), Luigi Russo (CONFSAL-COM) e Domenico Munno (FNC-UGL)

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