Italia
Arriva la prima stretta anti-contagi su bus, treni e stazioni
Stop treni se a bordo c’è una persona con sintomi, controlli del green pass prima della salita sul mezzo; in taxi solo in due

ROMA – E’ scattata la nuova stretta sui trasporti. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entra subito in vigore l’ordinanza contenente il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto” adottata dai ministri della Salute e delle Infrastrutture. Prevede tra le disposizioni principali la possibilità per taxi e ncc di portare solo due passeggeri a bordo (se non sono dello stesso nucleo familiare), il controllo del green pass ai varchi elettronici nelle grandi stazioni e la possibilità di fermare i treni se a bordo ci sono persone con sintomi Covid.
Sono tra i punti di un’ordinanza dei ministri Roberto Speranza ed Enrico Giovannini, mentre l’Associazione italiana di epidemiologia rileva una “significativa accelerazione della diffusione” del virus che nel giro di 14 giorni potrebbe portare 5 regioni, Alto Adige, Molise, Friuli, Valle d’Aosta e Veneto, a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8, Liguria, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Lombardia, Campania sopra 150 casi per 100.000.
Il sottosegretario alla salute Andrea Costa invita a “guardare con fiducia alle prossime settimane: gli italiani si sono in gran parte vaccinati, negli ospedali la situazione è sotto controllo“. Dunque, aggiunge, “non c’è la volontà di una modifica” dei criteri per l’ottenimento del green pass, escludendo il tamponi, come da più parti si invoca. Il coordinatore, Franco Locatelli, spiega che “verrà fatta una riflessione alla luce delle evidenze che, dopo i 6 mesi dalla vaccinazione, c’è una riduzione della protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, quindi, di diventare contagianti ma, al momento, non vi è nulla di deciso”.
Sono 45 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale (il 76,7% della popolazione), ma col passare del tempo aumentano gli italiani che rimangono ‘scoperti’ dopo sei mesi dall’ultima puntura; da qui l’insistenza sulle terze dosi, che hanno superato oggi quota tre milioni (il 5% della popolazione) e dovranno accelerare per contenere i contagi, con il tasso di positività salito al 2,1% (5.144 hanno contratto il virus e 44 sono morti nelle ultime 24 ore). Preoccupazione per l’avanzata del virus si registra poi sul fronte delle Regioni. “Non possiamo fare pagare il prezzo di eventuali nuove chiusure ai vaccinati, che hanno difeso se stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale”, ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, con la sua regione “ad un passo dalla zona gialla”. Le Regioni chiedono anche risorse a fronte dei costi sostenuti per affrontare l’emergenza sanitaria. Infine, l’Associazione presidi lancia l’allarme scuole, parlando di “forti criticità” nella rilevazione dei casi in particolare in rapporto con le Asl e segnalando che la dad “sta riacquistando le posizioni perdute”.



















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