Provincia
“Amici in Comune”, rinvio a giudizio per gli indagati. C’è anche il sindaco di Praia a Mare
L’inchiesta della Procura di Paola sulla presunta esistenza di un sistema illecito per truccare bandi e concorsi e favorire professionisti e imprenditori “amici”

PAOLA (CS) – Il Gup del Tribunale di Paola ha disposto il rinvio a giudizio tutti gli indagati finiti nell’inchiesta “Amici in Comune”, dal nome dell’operazione effettuata il 13 maggio dello scorso anno dalla Guardia di finanza di Scalea su disposizione della Procura della Repubblica di Paola e che portò anche all’arresto del sindaco di Praia a Mare, Antonio Praticò finito ai domiciliari (poi revocati) insieme al responsabile della Centrale unica di committenza, con le accuse di aver commesso illeciti nell’ambito della sua funzione pubblica e volti a condizionare e indirizzare l’affidamento tramite gare della progettazione di lavori pubblici, servizi pubblici, di alcuni edifici o beni pubblici e anche, in un caso, per l’assunzione di un dipendente comunale.
Oltre ad Antonio Praticò, a processo andranno anche l’ex Sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, Giovanni Antonio Argirò (Responsabile della Centrale unica di committenza dei Comuni di Praia a Mare, Diamante e Belvedere Marittimo), Stefano De Rosa (vicepresidente della società sportiva dilettantistica ), Giorgio De Rosa (amministratore di fatto di una società sportiva dilettantistica), Rosa Grisolia (responsabile dell’area amministrativa generale del Comune di Praia a Mare), Domenico Rocco (amministratore di una società), Antonio Masturzo (ingegnere), Ernesto Lupinacci (architetto), Giovanni Condicelli (rappresentante legale della ditta “Ignacchitti srl”) e l’imprenditore Nicola Gabriele. L’inizio del processo è fissato per il prossimo 18 maggio.
L’inchiesta “Amici in Comune”
L’inchiesta della Procura di Paola avrebbe fatto emergere l’esistenza di un sistema illecito con cui venivano truccati, da funzionari pubblici, bandi e concorsi per favorire professionisti e imprenditori “amici”. Gli indagati erano tutti accusati vario titolo accusati dei reati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, rivelazione di segreto d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico. L’attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle avrebbe permesso di accertare, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientale, oltre all’analisi della documentazione acquisita, plurime condotte collusive – poste in essere dai pubblici funzionari, di volta in volta in concorso con diversi imprenditori e professionisti economici interessati ad ottenere la aggiudicazione di contratti di appalto, determinando il turbamento di numerose gare ad evidenza pubblica, ovvero il turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente e condizionando le modalità di scelta del contraente. Sotto la lente dei finanzieri, in particolare, finirono 9 procedure di gara, relative al periodo 2019/2021 con la divulgazione del contenuto del bando di gara, prima ancora della sua pubblicazione.


















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