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Federbalneari: a rischio il turismo del mare in Calabria

Calabria

Federbalneari: a rischio il turismo del mare in Calabria

L’allarme lanciato da Marco Maurelli, presidente di Federbalneari, ad un’assemblea delle imprese balneari calabresi sul tema “Calabria, lidi senza confini. Turismo balneare a confronto”

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CATANZARO – “Gli sforzi di valorizzazione delle spiagge calabresi e del modello turistico made in Italy, messi faticosamente a frutto nel corso di decenni dalle imprese turistiche balneari della regione, ora rischiano di andare in frantumi a causa dell’incertezza sulle concessioni determinata dalle due sentenze del Consiglio di Stato in plenaria. Questo organo, con un’inaccettabile violazione delle norme democratiche, ha usurpato un potere del Parlamento”. L’allarme è stato lanciato da Marco Maurelli, presidente di Federbalneari, nel corso di un’assemblea delle imprese balneari calabresi sul tema “Calabria, lidi senza confini. Turismo balneare a confronto”

“Ora – ha aggiunto Maurelli – dobbiamo fare di tutto per tutelare una categoria che rappresenta migliaia di aziende ed è protagonista assoluta del turismo del mare, nonché leva strategica per l’economia calabrese e italiana. L’azione di interlocuzione con Governo e Regioni per ottenere una riforma giusta del settore e una riconfigurazione del quadro concessorio adeguata si articola in due fasi. Occorre riprendere subito il lavoro sulle concessioni demaniali al tavolo del Governo”.

“La prima fase prevede innanzitutto la mappatura delle concessioni, imprescindibile primo passo avviato dal Governo per individuare un percorso sul tema della valutazione della scarsità delle risorse e della potenziale riforma economica del comparto. Vi è poi il conseguimento del legittimo affidamento, principio validato da numerose sentenze di Tar, Consiglio di Stato e Corte di Giustizia dell’Unione europea: dobbiamo ottenere almeno 6 anni per la fase transitoria, per consentire di organizzare una riforma che manca da 10 anni e di ammortizzare gli investimenti fatti da parte delle aziende. Il terzo punto di questa prima fase implica quindi il seguire con attenzione la negoziazione con la Commissione europea da parte del Governo per ottenere l’esclusione delle concessioni demaniali dalla direttiva servizi e la loro corretta qualifica di concessioni di beni”.

“La seconda fase – ha sostenuto ancora il presidente di Federbalneari Italia – riguarda lo studio di tutti i contenuti che il comparto balneare deve portare al neo costituito tavolo tecnico con il Governo, che chiediamo venga fissato in tempi strettissimi. Ma condizione indispensabile per la realizzazione di questi obiettivi è la coesione di tutto il settore e Federbalneari Italia proprio in quest’ottica è l’associazione che più si è spesa come forza di unità”. Il presidente di Federbalneari Calabria, Massimo Nucera ha detto che “a livello regionale la preoccupazione è grande soprattutto per la complessa gestione burocratica che si configura e che non si accompagna a una adeguata preparazione”.

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