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Malasanità: Calabria in vetta

COSENZA – Sono troppi e denunciati troppo spesso, i disagi causati dalla malasanità. Tra trasfusioni errate, diagnosi tardive, risultano essere
13 i casi di malasanità che finiscono sotto la lente d’ingrandimento della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali.
Dall’aprile 2009 a dicembre 2012, l’organismo a ricevuto 570 denunce. Fra queste, 400 erano relative a eventi che hanno comportato la morte del paziente o per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni o carenze strutturali.
Ma come può la Sanità garantire sicurezza con questi dati? Con quale speranza un paziente entra in Ospedale?
La Commissione parlamentare fornisce i numeri sugli errori presentati a Roma e sul bilancio svolto.
Analizzando nel dettaglio la tabella della Commissione si scopre che 261 decessi sono stati attribuiti dai denuncianti a errori medici e 139, invece, a inefficienze di vario tipo.
Ma ciò che spaventa è che la Calabria risulta essere una delle prime Regioni in cui la malasanità è forte.
Il dato che colpisce di più è un altro: sui 400 decessi totali, quasi la metà delle denunce si è registrata in due sole regioni: Calabria (87) e Sicilia (84).
Sulle 570 denunce per malasanità, ben 117 provengono dalla Sicilia, 107 dalla Calabria, 63 dal Lazio, 37 dalla Campania, 36 da Emilia Romagna e Puglia, 34 da Toscana e Lombardia, 29 dal Veneto, 24 dal Piemonte, 22 dalla Liguria. Anche per quanto riguarda le persone che perdono la vita, le prime regioni in classifica sono Calabria e Sicilia. Le denunce per eventi con decesso del paziente sono state 87 in Calabria, 84 in Sicilia, 42 nel Lazio, 30 in Campania 30, 28 in Emilia Romagna 25 in Puglia e 22 in Toscana.
I dati. L’analisi presentata oggi fa emergere anche le incongruenze del Sistema sanitario nazionale, come quella relativa al rapporto tra posti letto e personale medico, che presenta delle differenze abissali fra Nord e Sud Italia.
“La Sicilia – si legge ad esempio nella relazione – evidenzia un numero di medici ogni 10 posti letto, che è il doppio di quelli utilizzati nel Friuli Venezia Giulia o nelle Marche”. In particolare, il minimo di 6,3 dipendenti medici ogni 10 posti letto effettivi si registra in Friuli Venezia Giulia, nella provincia autonoma di Trento e nelle Marche. Presentano valori vicini alla media nazionale la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, mentre i valori più elevati sono presenti in Sicilia (12,3), Basilicata (11,8), nel Lazio (11,3) e in Calabria (11,1).
Poi ci sono i dati sulla spesa sanitaria sui cui incidono soprattutto il costo del personale (nel 2011 al 32,2%) e i debiti presso i fornitori con interessi moratori sempre più alti.
Le richieste di risarcimento per presunto errore medico sono in aumento e stanno diventando un problema enorme per il Sistema sanitario nazionale e per chi ci lavora. I contenziosi legali per denunce a carico del servizio o di singole strutture o medici sono del resto una delle ragioni principali per le quali, ad esempio, è stato proclamato lo sciopero dei ginecologi e degli ostetrici. I processi per errori in ginecologia e ostetricia sono del resto quelli che portano ai risarcimenti più alti, perché le vittime sono madri o bambini piccolissimi. Gran parte delle denunce per errori attribuiti a medici e personale sanitario arrivano ancora una volta da Calabria (87) e Sicilia (72); a seguire Lazio (35), Toscana e Campania (27), Lombardia (24) e Puglia (21).
Gli episodi di malasanità in 186 casi riguardano invece disservizi, carenze e inefficienze attribuite più in generale a ospedali, cliniche, strutture sanitarie varie. Tutte lacune del Sistema nazionale sanitario che la Commissione cataloga come ‘altro’. Su 186 casi totali registrati in tutto il Paese (che potrebbero aver causato 139 vittime), 45 riguardano gli ospedali siciliani, 28 le strutture del Lazio, 20 quelle della Calabria. E ancora: 17 casi si sono verificati in Emilia Romagna, 15 in Puglia.
Una situazione che spaventa l’intera nazione, non solo in ambito regionale, ma dell’Italia intera. A chi ci si deve rivolgere per un problema sanitario? Chi può garantirci cure tali da migliorare il nostro stato, piuttosto che diventare vittime della malasanità?



















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