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Addio alle mascherine all’aperto, riaprono le discoteche. Cosa cambia da oggi

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Addio alle mascherine all’aperto, riaprono le discoteche. Cosa cambia da oggi

Da oggi l’Italia fa un passo verso il ritorno alla normalità e dal 10 marzo sarà nuovamente possibile visitare i familiari ricoverati in ospedale per 45 minuti al giorno

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ROMA – Da oggi riaprono le discoteche e non sono più obbligatorie le mascherine all’aperto in tutta Italia, indipendentemente dai colori delle Regioni. L’Italia fa un altro passo verso il ritorno alla normalità: con l’inizio del nuovo anno il governo aveva di fatto già revocato diverse restrizioni anti Covid, almeno per i vaccinati e i guariti, e con il miglioramento della curva dei contagi si può pensare ai prossimi passaggi per le riaperture. Intanto, da oggi venerdì 11 febbraio non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto.

La regola era stata introdotta prima di Natale per far fronte alla quarta ondata e alla diffusione della variante Omicron: il governo ha deciso di revocarla in tutto il territorio nazionale, quindi sia in zona bianca che in gialla, arancione o rossa. Bisognerà comunque averla sempre con sé e andrà messa ogni volta in cui ci si trovi in situazioni di assembramento. Riaprono anche le discoteche, dopo una chiusura dietro l’altra a causa dell’emergenza Covid negli ultimi due anni. Per accedervi bisognerà comunque esibire il Super Green Pass: al chiuso sarà comunque sempre necessaria la mascherina, all’aperto invece non servirà. Fino a ieri le discoteche potevano funzionare solamente come locali per la consumazione al tavolo.

La certificazione verde

Per il pass il termine ultimo dovrebbe essere il 15 giugno, quando scadrà l’obbligo della vaccinazione per gli over 50, ma non è escluso possa avere anche un’accelerazione, con alcuni divieti che potrebbero cadere anche prima del 31 marzo. La certificazione verde Covid rilasciata dopo la terza dose, ha un’efficacia illimitata, quindi senza necessità di nuove vaccinazioni. Il regime di chi si è sottoposto alla terza dose è equiparato a coloro che sono guariti dal Covid dopo il completamento del ciclo vaccinale primario. Sul green pass, in ogni caso, la discussione nel governo resta aperta. Il 31 marzo scade lo stato di emergenza sanitaria legato al Covid. Secondo le prime valutazioni il certificato verde potrebbe essere essere ancora utilizzato fino a metà giugno, data in cui è fissata la scadenza dell’obbligo vaccinale. Diverse ipotesi sono comunque in campo.

Si torna a poter visitare i parenti in ospedale

Un altro “anticipo’ l’ha invece introdotto un emendamento di Italia Viva al decreto legge della vigilia di Natale in conversione al Senato e approvato in Commissione affari sociali: dal 10 marzo sarà nuovamente possibile visitare i familiari ricoverati in ospedale, per 45 minuti al giorno. E sempre a marzo, dall’1, hanno già annunciato Speranza e il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, le capienze di stadi e palazzetti saliranno rispettivamente al 75% e al 60% con l’obiettivo di riaprirli completamente. L’obiettivo è di tornare al 100% prima della fine della stagione.

No mascherine durante attività sportiva

Durante l’attività sportiva non è obbligatorio indossare le mascherine di protezione anti-Covid, sottolinea l’ordinanza firmata dal ministro della Salute. Il provvedimento ricorda anche che “non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: i bambini di età inferiore ai sei anni; le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo”.

Cosa dicono gli esperti. e cosa succederà dopo il 31 marzo?

“Le mascherine al chiuso dovremo tenerle almeno fino all’estate” dice Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute. “Ora le togliamo all’aperto ma con la cautela di portarle con sé e, nel momento in cui anche all’aperto ci sia un assembramento o un ravvicinamento, di indossarle. Questo – ammonisce lo scienziato – non è stato enfatizzato abbastanza. Quando uno sta da solo in mezzo alla strada, al momento con questa circolazione del virus non c’è pericolo, ma nel momento in cui c’è un assembramento sì. E a maggior ragione al chiuso, dove è una follia togliere le mascherine – avverte Ricciardi – perché questa variante è straordinariamente contagiosa e infettiva e, nel momento in cui c’è un soggetto suscettibile che non è vaccinato, oppure non è protetto anche se vaccinato, si prende il virus sicuramente. Quindi al chiuso non se ne parla proprio: le mascherine vanno portate ancora per un periodo di tempo”.

“Follia”

Di “follia” parla anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. “Con il fatto che si sta avvicinando la scadenza dello stato di emergenza”, il 31 marzo, “nel dibattito scientifico e politico si stanno introducendo termini che ci convincono poco. Si parla di un virus rabbonito o di fine pandemia. Sono distorsioni della realtà molto azzardate. Si parla anche di abolizione delle mascherine al chiuso, che in questo momento mi sembrerebbe una follia” dice Cartabellotta.

Commentando i dati sull’andamento di Covid-19 relativi alla settimana 2-8 febbraio, “siamo sicuramente nella fase discendente della quarta ondata”, evidenzia, con “quasi il 30% in meno di nuovi casi settimanali. Si stanno riducendo i tassi di positività, ma bisogna aggiungere che rispetto alla settimana passata è stato fatto il 16,7% di tamponi in meno. Stanno scendendo anche le curve dei ricoveri, in maniera decisa quelli della terapia intensiva. Abbiamo però circa 2.600 morti a settimana”. “Siamo in una fase che ci vede verso l’uscita da questa quarta ondata soprattutto grazie ai vaccini”, rimarca Cartabellotta. Osservando tuttavia che, “nonostante l’obbligo vaccinale per gli over 50, in questa fascia d’età c’è un’ulteriore discesa del numero di persone che si vaccinano per la prima volta: abbiamo il 40% in meno rispetto alla settimana precedente”. Inoltre, “nella fascia pediatrica 5-11 solo un terzo della popolazione ha fatto la prima dose. Questi dati sono il nostro Tallone d’Achille”.

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