Italia
Green pass, domani obbligatorio al lavoro per gli over 50. Speranza “misura giusta”
Dubbi, perplessità e circa mezzo milione di persone non in regola. Speranza “scelta giusta per guardare con più fiducia nei prossimi mesi”

COSENZA – Mentre si assiste ad una discesa consistente della curva dei contagi e negli altri Paesi europei vengono abolite limitazioni e certificati verdi, da domani in Italia entrerà in vigore l’obbligo del vaccino per lavorare a per tutti gli over 50. Questa fascia di età è, infatti, obbligata ad avere il Green Pass per poter accadere ai luoghi di lavoro e svolgere le proprie attività, pena la sospensione dello stipendio e multe salate, sia per lavoratoti pubblici e privati che per i liberi professionisti. Una stretta che sta già suscitando polemiche dubbi e perplessità e che riguarda, ad oggi, una platea di circa mezzo milione di persone che ancora non risultano in regola. Ma il ministro della Salute Speranza difende la scelta del Governo e tira dritto “dal 15 c’è obbligo di green pass sui luoghi di lavoro: è una strategia giusta e mirata. Le polemiche le guardo con un certo distacco. È una scelta che ci mette nelle condizioni di guardare con più fiducia nei prossimi mesi. Dobbiamo ancora insistere per vaccinare – ha spiegato il Ministro – e più asciughiamo l’area dei non vaccinati più il Paese è in sicurezza“.
Validità, controlli e multe
L’obbligo di vaccino per gli over 50 sarà valido da domani e fino al 15 giugno 2022. Il controlli spetteranno ai datori di lavoro pubblici e privati, tenuti a verificare il rispetto della regola del Super Green Pass. Chi sarà trovato senza certificato rafforzato, sarà da considerarsi assente ingiustificato fino a che non presenterà la certificazione o comunque fino al 15 giugno 2022, giorno si scadenza della legge sull’obbligo. Per loro non sono previste conseguenze disciplinari e resta il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Ma all’assente ingiustificato “non saranno dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati”. E Chi non è in regola con il Super Green Pass e non rispetta il divieto di presentarsi al lavoro andrà incontro a una sanzione amministrativa (irrogata dal Prefetto) da 600 a 1.500 euro. In caso di reiterata violazione la sanzione è raddoppiata.
Le esenzioni
Il Green pass rafforzato – o il Super green pass – al lavoro per dipendenti pubblici e privati diventa illimitato per chi ha tre dosi di vaccino oppure è guarito e ha almeno due dosi di vaccino. L’obbligo non sussiste in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal medico vaccinatore, nel rispetto delle circolari del Ministero della salute in materia di esenzione dalla vaccinazione anti SARS-CoV-2. In tali casi, si legge nelle Faq del Governo, la vaccinazione può essere omessa o differita. La guarigione dal covid non costituisce una motivazione di esenzione, tuttavia chi ha superato l’infezione potrà differire la data di vaccinazione così come previsto dalle circolari del Ministero della salute che specificano che “chi non è stato vaccinato entro i 12 mesi dalla guarigione, è indicato di procedere il prima possibile con un ciclo primario completo di vaccinazione“. L’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante, determina dunque il solo differimento della vaccinazione”.


















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