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La Consulta dice si ai 4 referendum sulla giustizia, attesa per quello sulla cannabis

Italia

La Consulta dice si ai 4 referendum sulla giustizia, attesa per quello sulla cannabis

Quattro, per ora, i referendum ammessi in materia di giustizia. Tra questi quello sulla legge Severino e la limitazione delle misure cautelari

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Corte Costituzioinale

ROMA – Via libera della Corte costituzionale che dopo aver bocciato ieri quello sull’eutanasia, ha invece dichiarato l‘ammissibilità dei 4 Referendum sulla giustizia mentre, nel pomeriggio, arriverà la decisione sul quesito per la liberalizzazione della coltivazione della cannabis. In particolare sono 4 i quesiti ammessi in tema di giustizia e che hanno come obiettivo la separazione delle carriere in magistratura, la cancellazione delle firme necessarie per poter presentare una candidatura alle elezioni dei consiglieri togati del Csm, il quesito sulle limitazioni della custodia cautelare e quello atteso sulla legge Severino per eliminare la legge sulla incandidabilità e la decadenza di parlamentari e uomini di governo condannati a 2 anni.

La Corte costituzionale ha, infatti, dichiarato l’ammissibilità del referendum sul Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità, uno dei decreti attuativi della legge. Sono in tutto 4 per ora i referendum ammessi dalla Corte costituzionale in materia di giustizia, ma l’esame degli altri quesiti prosegue. Lo sottolinea la stessa Consulta in una nota. Quelli sinora dichiarati ammissibili riguardano l’abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità, la limitazione delle misure cautelari, la separazione delle funzioni dei magistrati e l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del CSM. “I suddetti quesiti – si spiega nella nota- sono stati ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario”.

Salvini esulta “vittoria!”

“Primi quattro referendum sulla giustizia dichiarati ammissibili e presto sottoposti a voto popolare: vittoria!” ha scritto  su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.

Decaro “sindaci soddisfatti per il referendum sulla legge Severino”

“Sono contento che il referendum sia passato così anche i cittadini potranno esprimere la propria opinione. I referendum sono sempre una prova e un esercizio di democrazia da parte dei cittadini. Sulla legge Severino noi sindaci abbiamo chiesto da sempre una modifica perché ci ritroviamo, unica figura istituzionale, ad essere sospesi per 18 mesi senza una condanna definitiva”. Questo il commento a caldo, con l’ANSA, sul via libera al quesito referendario sulla legge Severino di Antonio Decaro, presidente dell’Anci. “Non credo che ci sia alcun interesse ad avere un sindaco sospeso per 18 mesi, neanche dalla comunità dei cittadini”, aggiunge Decaro. “E mi riferisco anche all’abuso d’ufficio, che è un reato in cui si può incorrere facilmente e poi nella stragrande maggioranza dei casi le sentenze sono di assoluzione”. L‘elenco dei sindaci sospesi dalla legge Severino e poi riammessi “è lungo“, sottolinea il presidente Anci. “Questa battaglia sulla legge Severino noi sindaci l’abbiamo sempre fatta perchè, ripeto, vorremmo che ci fosse un trattamento uniforme per tutti e non solo per alcune figure istituzionali”.

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