Italia
Aifa, via libera alla quarta dose ai fragili. Magrini “dovremo vaccinarci annualmente”
La quarta dose verrà somministrata con vaccini a mRna. I tempi della somministrazione sono i medesimi della dose booster per la popolazione generale

ROMA – Via libera dalla Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla ‘quarta’ dose del vaccino anti-Covid per i soggetti gravemente immunodepressi. La Cts di Aifa si è riunita ieri ed ha espresso parere favorevole inviato al ministero della Salute. Tecnicamente non si tratta di una 4a dose bensì della dose booster a conclusione del ciclo primario vaccinale composto da 2 dosi e 1 dose aggiuntiva. La quarta dose verrà somministrata con vaccini a mRna. I tempi della somministrazione sono i medesimi della dose booster per la popolazione generale.
Magrini “vaccino annuale. Si studierà se tutti o i soggetti rischio o oltre una certa età”
E il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della XX Conferenza nazionale sulla farmaceutica spiega che “come indirizzo generale dovremo vaccinarci annualmente. Del resto questa è la prima campagna di vaccinazione di massa a livello mondiale. Se sarà necessario rivaccinarsi tutti o solo i soggetti a maggior rischio al di sopra di una certa età si studierà nei prossimi mesi”.
Iss, booster protegge a 64% da infezione e 93% da Covid grave
E l’efficacia del vaccino anti-Covid in termini di riduzione del rischio nei vaccinati sui non vaccinati è del 64% in chi ha ricevuto la dose booster nel prevenire l’infezione e del 93% sui casi di malattia severa sempre con il booster. Lo rileva l’Iss nel suo rapporto esteso. Inoltre nel prevenire il contagio, efficacia al 63% nei 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 52% tra i 91 e 120 giorni, e 42% oltre 120 giorni; sulla malattia severa efficacia all’87% con ciclo completo da meno di 90 giorni, 89% da 91 e 120 giorni, e 83% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni. Dal 24 agosto scorso al 16 febbraio 2022 segnalati 218.857 casi di reinfezione (3% del totale dei casi notificati). Nell’ultima settimana percentuale del 3,2%, in lieve calo sulla settimana precedente (3,4%). Dal 6 dicembre scorso (inizio diffusione di Omicron), rilevato un aumento del rischio reinfezione (valori significativamente maggiori di 1) nei guariti da Covid-19 da oltre 210 giorni; nei non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi (dovuto a maggiore screening), nelle fasce dai 12 ai 49 anni e negli operatori sanitari.



















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