Area Urbana
Caruso “via Roma andava aperta. Quello che ho detto faccio e continuerò a fare”
“L’apertura della strada è stata frutto di un’interlocuzione con il dirigente scolastico. Non siamo stati sordi o ostili al confronto”

COSENZA – Intervenendo nel corso della seduta del Consiglio comunale, il Sindaco Franz Caruso è tornato sulla vicenda della riapertura al traffico di Via Roma ed ha fatto chiarezza su quanto si è detto e scritto in questi ultimi giorni “La vicenda di via Roma – ha detto – non si poteva subordinare all’approvazione di un Piano urbano dei trasporti che è stato già avviato con un confronto che abbiamo cominciato con l’Università della Calabria e che porterà non solo all’approvazione del PUT, ma anche del PUS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) ed anche del PEC (Piano di Emergenza Comunale) attività che richiedono certamente tempi diversi e più lunghi per la loro formazione e approvazione. Via Roma andava aperta e, per dirla tutta, mi ha stupito che una forza politica non rappresentata in Consiglio abbia potuto dire che una cosa è quello che si dice in campagna elettorale e altra cosa è ciò che poi si deve fare quando si arriva a governare la città. Se queste sono le valutazioni da portare avanti nel momento in cui si va a chiedere il consenso alla città e poi ad amministrarla, mi trova assolutamente contrario e in disaccordo”.
“Prima dei lavori mi sono confrontato con il dirigente, non siamo ostili al confronto”
“Per quanto mi riguarda – ha sottolineato con convinzione il Sindaco – quello che ho detto faccio e continuerò a fare“. Poi ha ricordato ancora che “l‘apertura della strada di via Roma è stata frutto di una interlocuzione con il dirigente scolastico. Non siamo stati sordi o ostili al confronto, come è stato detto. Non è affatto vero, perché ho incontrato, sia pur casualmente, la prima volta che siamo andati a fare un sopralluogo, il dirigente scolastico e ci siamo anche confrontati. In quella circostanza non solo ho detto che ritenevo giusto concretizzare quello che avevo detto in campagna elettorale, ma che non ci saremmo limitati ad aprire la strada, ma avremmo reso quella zona certamente più bella e più accogliente di com’era in passato e ci saremmo certamente adoperati per ridare a quella scuola gli strumenti per poter far vivere, all’interno della scuola stessa, la fisicità necessaria ai ragazzi, perché avremmo certamente ridato ai bambini la possibilità di usufruire e di godere della palestra inagibile dal 2018″.
Chiesti finanziamenti per la scuola di Via Roma
“Non solo. Dissi che avremmo ristrutturato e ripristinato le strutture sportive che stanno all’esterno di quella scuola, nella parte posteriore. Abbiamo avviato tutte le azioni per avere i finanziamenti non solo per la scuola di via Roma, ma anche per realizzare tanti altri interventi anche in altre scuole della città”. Questo chiarimento il Sindaco lo considera un passaggio importante “che dà contezza – ha aggiunto – di quella che è un’azione che non mi appartiene e mai mi apparterrà, perché io rispetto il dissenso e sono sempre a favore della manifestazione del dissenso democratico e civile. Ma esprimere il dissenso non significa mortificare e soprattutto ingiuriare, diffamare o offendere le persone. Non accetterò mai che nessuno di coloro che siedono in questo consiglio comunale o che stanno nella città possa essere offeso da chicchessia. Se poi l’offesa proviene da chi dovrebbe educare i bambini, istruirli e farli crescere, nel rispetto soprattutto delle diversità, allora credo che la reazione possa essere anche superiore a quella che ha caratterizzato la mia normale, civile esternazione di un’offesa ricevuta che non ha comportato assolutamente richieste di licenziamento.
“Rimozione non significa licenziamento”
“Basta andare a leggere le espressioni in italiano, correttamente usate, per capire che rimozione non significa licenziamento e neanche la parola sospensione ha questo significato. E poi, soprattutto non sono attività che competono alla mia persona. Quando un educatore si esprime in quelle forme e dà sostegno a delle espressioni che non sono assolutamente patrimonio di bambini – perché su questo non c’è dubbio alcuno – nel rispetto assoluto del dissenso e del contrasto, che ci può e deve essere, per rendere democratico il confronto in questa città, non posso assolutamente accettare che ci possano essere queste forme di offesa che oggi riguardano una persona di sesso maschile, ma che avrebbero potuto riguardare una donna, un portatore di disabilità o altri. Non lo accetto perché, per quanto mi riguarda, siamo tutti uguali e saremo sempre uguali e, soprattutto, la scuola pubblica non può sobillare differenze e discriminazioni. Un educatore, più di chiunque altro, deve sempre educare i bambini al rispetto delle diversità. E la scuola pubblica, come lo sport, elimina le differenze. Che siano sociali, di classe, di sesso, di religione, ecc.”.
Al termine del suo intervento il Sindaco ha ringraziato tutti coloro i quali, consiglieri comunali e non, pubblicamente e anche privatamente, gli hanno manifestato solidarietà. “Coloro che sono d’accordo non protestano, non parlano – ha concluso Franz Caruso – La protesta va in piazza, il consenso si manifesta con le azioni e con la vicinanza riservata che il caso richiede”.



















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