Italia
Spiegare la guerra e la pace ai più piccoli: “mai ignorare l’argomento”
Ignorare o evitare l’argomento può portare più piccoli a sentirsi persi, soli e più impauriti, il che può influire sulla loro salute e il loro benessere

COSENZA – Sui media in questi giorni bambini e ragazzi si trovano di fronte a immagini di guerra, a rappresentazioni che non hanno i mezzi per comprendere fino in fondo. In tanti si chiedono dunque come spiegare ai più piccoli quello che sta succedendo ma, la vera domanda è: si può spiegare la guerra ai bambini? E in che modo evitare i traumi?
Bisogna ascoltare le domande dei bambini
Fondamentale in questo momento è dare ai bambini lo spazio per dire quello che sanno, è il momento di fare domande. Potrebbero avere un quadro della situazione completamente diverso da quello che ha “l’adulto”. Ecco perché ad ogni loro domanda non bisogna eludere l’argomento “guerra” anzi, bisogna prendere del tempo per ascoltare ciò che pensano e ciò che hanno visto o sentito. Nascondere la guerra ai bambini non farà altro che amplificare le loro paure. Ovviamente bisogna essere consapevoli dell’età del bambino o della bambina mentre ci si approccia alla conversazione. I bambini piccoli potrebbero non capire cosa significhi conflitto o guerra e potrebbero aver bisogno di una spiegazione adeguata all’età.
Non bisogna nascondergli il conflitto ma bisogna fare attenzione a non spiegare eccessivamente la situazione o a non entrare troppo nei dettagli poiché ciò potrebbe far crescere in loro un’ansia inutile. I bambini più piccoli potrebbero essere appagati anche soltanto con la spiegazione che a volte i paesi combattono tra loro. È più probabile che i bambini più grandi sappiano cosa significhi la guerra, ma possano comunque trarre sostegno dal parlare con l’adulto della situazione. Generalmente, i bambini più grandi sono più preoccupati dai discorsi sulla guerra perché tendono a comprenderne i pericoli meglio dei bambini più piccoli.
Non è loro compito risolvere il problema
È importante che i bambini si sentano supportati nella conversazione. Non dovrebbero sentirsi giudicati e hanno bisogno di sentire che le loro preoccupazioni vengono prese in considerazione. Se i bambini hanno la possibilità di avere una conversazione aperta e onesta su cose che li turbano, possono sentirsi sollevati e più sicuri. Bisogna ricordare ai bambini che non è loro compito risolvere questo problema. Non dovrebbero sentirsi in colpa di continuare a giocare, di incontrare i loro amici o di fare cose che li rendono felici. La calma è la parola chiave quando ci si approccia alla conversazione. I bambini spesso copiano i sentimenti dei loro “caregiver”: se sei a disagio per la situazione, è probabile che anche il più piccolo lo sarà. In questi casi si può optare anche di mettere “a lavoro” i bambini: scrivendo una lettera o creare disegni che chiedono la pace.
La guerra in Ucraina: il parere degli esperti
“Quello che sta accadendo in Ucraina può essere fonte di preoccupazione sia per i bambini che per gli adulti. Ignorare o evitare l’argomento può portare più piccoli a sentirsi persi, soli e più impauriti, il che può influire sulla loro salute e il loro benessere. È essenziale avere conversazioni aperte e oneste con i bambini per aiutarli a elaborare ciò che sta accadendo” dicono gli esperti.

Esiste la guerra ma anche la pace. Come spiegarlo ai più piccoli?
E’ tanto importante parlare della guerra quanto della pace. A volte si tende a proteggere i bambini non esponendoli alle notizie più dure, ma se da una parte è giusto non guardare il telegiornale con bambini molto piccoli, un tema come quello della pace può essere affrontare fin da subito, perché capiscano che credere nella pace resta un valore importante della loro crescita.
Se il bambino è ancora piccolo, il modo migliore di affrontare l’argomento e introdurlo in famiglia è usare dei libri da leggere insieme. I testi sono tantissimi, dai più classici che riguardano la Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto, ad altri che riguardano i conflitti più attuali. I bambini capiscono più di quel crediamo e un libro può essere utile a spiegare perché la guerra è sbagliata e perché, nel mondo, alcuni bambini sono meno fortunati di loro. Oltre ai libri, si può realizzare insieme una bandiera della pace, di stoffa o di cartoncino, da appendere in camera, oppure fare un bel disegno in cui i diversi bambini del mondo si tengono per mano e condividono pensieri comuni come “mi piace giocare”, “la mia materia preferita è geografia” o ancora “siamo tutti bambini”.




















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