Provincia
«Regalata la Presidenza al centrodestra». Volano stracci tra il sindaco Porco e il PD di Cosenza
Botta e risposta tra il PD che replica alle accuse del sindaco di Aprigliano sull’elezione del presidente della provincia «analisi incoerente e strumentale sulle elezioni»

COSENZA – «Eletta Rosaria Succurro alla Presidenza della Provincia di Cosenza, a lei vanno i miei auguri di buon lavoro garantendole la piena collaborazione in qualità di consigliere provinciale sento la necessità, però, di analizzare l’esito del voto che sancisce una drammatica sconfitta del centro sinistra che ha perso la guida dell’ente intermedio». Così commenta il sindaco di Aprigliano Alessandro Porco dopo qualche giorno dall’elezione del presidente della Provincia di Cosenza.
«Ritengo che non aver votato il 18 dicembre scorso, insieme alle elezioni per i consiglieri provinciali, sia stato un primo errore, considerato che questo avrebbe determinato di orientare una scelta di campo netta nella guida dell’ente; il risultato ha infatti espresso un numero eguale di consiglieri; il centro destra non aveva ancora un candidato. Ha prevalso ancora una volta la divisione, il risultato, infatti, è che il centro sinistra ha perso la potenzialità di un 57,75% regalando la Presidenza al centro destra con il 42,25%. Purtroppo il centrosinistra paga lo scotto antico di aver voluto appiattire le variegate anime identitarie, riducendosi a raggruppamento di comitati elettorali, privo di una regia ben definita che punti a raggiungere degli obiettivi; ci si avviluppa in guerre tra correnti, se non addirittura fra persone. In questa mancanza di visione, grande responsabilità ha avuto il Partito Democratico e il suo commissario, Francesco Boccia, che ha puntato semplicemente a creare una sua corrente, con due sub commissari, che lo garantissero a Roma, e delle sorti cosentine poco o nulla gli importa. E, a ragion veduta, bisogna ringraziarlo che non ha messo mano al Comune di Cosenza, altrimenti sarebbe stata un’altra debacle.
Inutile, ora recriminare sui candidati che si sono misurati in una competizione elettorale. La censura, semmai, va ad un gruppo dirigente che nulla ha fatto per evitare uno scontro.
La politica serve a costruire un dialogo, non a demonizzare, in questo caso, “il terzo”. Gli errori si pagano ma qui il prezzo salato – conclude Porco – è a carico delle seconde file di una classe dirigente destinata a sopportare le inefficienze di un leader fatta tale non per autorevolezza conquistata, ma per prestare il fianco all’autoreferenzialità».
La replica del Pd Cosenza «Critiche strumentali, Porco è incoerente»
«Il Sindaco di Aprigliano e Consigliere Provinciale di Italia Viva, Alessandro Porco, ancor prima di muovere critiche ed addebitare fantasiose quanto strumentali critiche al Partito Democratico ed alla struttura commissariale, dovrebbe invero fare una seria autocritica circa quella che è stata la recente vicenda delle elezioni provinciali che vedono il centro destra vincitore anche e soprattutto per il ruolo del suo Partito, ovvero Italia Viva che, nel mentre delegava quest’ultimo a partecipare alle riunioni di coalizione a sostengo di Ferdinando Nociti candidato, dall’altra si impegnava, come notorio, a ricercare sottoscrizioni per agevolare la candidatura di Stasi per il tramite del Segretario Regionale Sen. Ernesto Magorno che ne sottoscriveva egli stesso la candidatura quale Sindaco di Diamante». Così replicano i sub commissari del Pd Cosenza Aldo Zagarese e Maria Locanto.
Pertanto, bene farebbe Porco a riflettere prima di strumentalizzare maldestramente gli esiti di una partita persa anche grazie all’impegno che il suo Partito ha messo a sostegno Stasi, nel suo malriuscito piano, ovvero, nell’evidente volontà di non fare vincere il centro sinistra.
Sono altresì prive di fondamento le incoerenti osservazioni relative alle elezioni amministrative del Comune di Cosenza, – concludono Locanto e Zagarese – considerando che il risultato è frutto di lavoro e mediazione nell’area di centro sinistra, operato proprio da parte dell’Onorevole Boccia, garantendo la vittoria dopo 10 anni di amministrazione del centro-destra».




















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