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Dal fondo perduto statale ai bonus degli operatori online: spinta sull’intrattenimento

Italia

Dal fondo perduto statale ai bonus degli operatori online: spinta sull’intrattenimento

Nella nuova misura statale rientrano agevolazioni anche per gli operatori dell’intrattenimento. Intanto le aziende private puntano sul marketing del bonus

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Quello dell’intrattenimento in loco è un settore che ha risentito fortemente della crisi dell’ultimo biennio: la pandemia che ha costretto gli italiani nelle case ha contestualmente segnato uno stop alle attività ricreative come spettacoli, concerti, eventi, compresi matrimoni e cerimonie. Anche dopo la riapertura dei luoghi adibiti allo svago (cinema, teatri, sale giochi, locali), la ripresa si è rivelata e continua ad essere tuttora difficoltosa, soprattutto dopo l’introduzione del Green Pass rafforzato e considerando la crisi economica e il rincaro dell’energia che grava sulle tasche dei cittadini, ma anche – dato non trascurabile – uno strascico di oltre 840 mila disoccupati tra gli addetti ai lavori del comparto.

Dall’altro lato, a trarre vantaggio dal lockdown, è stato tutto l’indotto dell’intrattenimento online, su cui si sono riversati gli utenti per non rinunciare allo svago, collegandosi a siti e piattaforme di video in streaming, gioco a distanza e videogames, di cui si è moltiplicata l’offerta, così come il marketing delle promozioni e dei bonus per far fronte alla concorrenza.

Questa è probabilmente una delle motivazioni che ha spinto il Governo a includere le imprese del settore intrattenimento ed eventi diversi dal wedding nelle agevolazioni introdotte con il recente decreto attuativo del “Bonus Matrimoni” (GU n. 42 del 19 febbraio 2022). Alle suddette imprese è riservata una quota di 10 milioni di euro come contributo a fondo perduto e i richiedenti aventi diritto potranno ottenere un bonus accreditato sul conto corrente, direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Tra le categorie indicate nel decreto rientrano le biglietterie per eventi teatrali e sportivi, i parchi di divertimento, le discoteche, le sale da ballo, i night e simili, nonché altre attività non codificate.

Nel frattempo, al di là del ristoro economico di iniziativa statale, l’entertainment in Rete continua a vivere un momento florido dietro l’impulso degli operatori privati, anche grazie a tecniche promozionali come sconti e bonus.

Tra i più attivi in questa strategia ci sono ad esempio, le piattaforme di contenuti in streaming, con sconti sugli abbonamenti (si veda DAZN), prove gratis per un certo periodo di tempo (da Mediaset Infinity a Amazon Prime Video, da Youtube Prime a Sky + Netflix), oppure pacchetti e contenuti bonus per i già abbonati.

Traslando questo tipo di promozione nel campo del gioco legale a distanza, qui i bonus prendono la forma del “benvenuto” ai nuovi utenti, con un accredito extra da spendere dopo il primo deposito o, quando è previsto il bonus casino senza deposito, registrandosi al sito – se si è maggiorenni – e utilizzando il credito oppure i giri gratuiti erogati dal concessionario ADM per provare i giochi della piattaforma, avendo poi la possibilità di scegliere se aprire un conto o meno.

Il videoludico è un altro terreno fertile per la proposta di promozioni e bonus, soprattutto se si considera che le ultime statistiche evidenziano un giro di affari che è aumentato del 18 per cento dal 2017, con una previsione di crescita del 60 per cento del gioco via mobile nei prossimi anni, tra una popolazione che per il 43 per cento è composta da gamers di tutte le età.

I bonus sui videogiochi in senso stretto, ovvero come contenuto extra, riguardano soprattutto i cosiddetti “preordine”, e sono destinati a coloro che prenotano un nuovo gioco in uscita, a cui viene di solito abbinato un gadget esclusivo in omaggio oppure uno o più pack di espansione.

Sui siti specializzati più famosi (come ad esempio Gamestop) le promo sono il più delle volte temporanee, e puntano sui prodotti scontati – di solito le new entry sul mercato a prezzi concorrenziali, sulla formula del “se acquisti un tot di articoli, l’ultimo è in regalo”, oppure, come spesso accade nell’e-commerce, sulle spese di spedizione gratuite al raggiungimento di un dato importo.

L’espansione dei videogiochi, fuori dalle dinamiche di marketing, chiama in causa anche lo sviluppo della tecnologia e la professionalità delle imprese dell’indotto, come le software house, gli ingegneri e gli sviluppatori.

Tornando allo Stato e restando in argomento, lo scorso gennaio è scaduto il bando per l’accesso al “Bonus Videogiochi”, promosso dal decreto dei ministri della Cultura e dell’Economia per agevolare con un contributo del 25 per cento sui costi produttivi le imprese e le startup del settore, di cui viene riconosciuto il valore di “ingegno creativo” e il ruolo svolto nella crescita economica e tecnologica del Paese.

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