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L’influenza è tornata, 282mila casi la scorsa settimana

Italia

L’influenza è tornata, 282mila casi la scorsa settimana

Più di un campione su 3 positivo per virus influenzali. Riguardo invece al Covid, Sebastiani (Cnr) spiega che è stato raggiunto il picco dei positivi

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febbre termometro influenza stagionale 1

ROMA – Con 282 mila casi registrati la scorsa settimana, continua la risalita della curva dell’influenza che ha raggiunto un’incidenza pari a 4,76 casi per mille abitanti. È ai massimi dall’inizio della stagione anche il numero di campioni positivi per virus influenzali, che supera il 30%. Sono questi i dati salienti dell’ultimo rapporto del sistema di sorveglianza InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il rapporto fotografa una stagione influenzale anomala: dopo un calo consistente dei casi iniziato nella terza settimana dell’anno, dall’inizio di marzo si è osservata una ripresa dei nuovi casi di sindromi simil-influenzali che, al momento, non sembra arrestarsi. Fino a oggi sono complessivamente 5 milioni gli italiani messi a letto dall’influenza.

La ripresa dei contagi, come avvenuto dall’inizio della stagione, è trainata dai bambini con meno di 5 anni: in questa fascia di età nella settimana dal 14 al 20 marzo è stato registrato un’incidenza di 14,82 casi per mille (la scorsa settimana era pari a 11,82). L’incidenza è però in crescita anche nelle altre fasce di età: 6,94 casi per mille nella classe 5-14 anni (rispetto ai 5,06 della settimana precedente); 4,45 nella fascia 15-64 (rispetto a 3,62); 1,77 negli over-65 (rispetto a 1,55).

Salvo che in Basilicata e Sardegna, i casi di sindromi simil-influenzali sono in risalita in tutto il Paese: in Piemonte l’incidenza ha raggiunto gli 8,54 casi per mille contro i 6,40 della scorsa settimana, in Lombardia i 6,15 (contro 5,10), nella provincia autonoma di Bolzano 4,70 (contro 2,09), in Friuli Venezia Giulia 4,87 (contro 1,41), in Liguria 5,38 (contro 4,48), in Emilia Romagna 6,78 (4,86), in Toscana 3,93 (contro 3,04), in Umbria 13,50 (contro 12,09), nelle Marche 9,30 (contro 5,82), in Abruzzo 5,57 (rispetto a 4,55), in Puglia 4,33 (3,96), in Sicilia 4,99(contro 3,84). Seppur in risalita, restano sotto la soglia basale di 3,16 casi per mille Veneto, Lazio, Molise, Campania e provincia autonoma di Trento. Valle d’Aosta e Calabria non hanno attivato la sorveglianza InfluNet. Continua a salire anche la percentuale di campioni positivi ai virus influenzali: nella scorsa settimana dei 741 campioni analizzati dai laboratori afferenti alla rete InfluNet, il 32% conteneva virus influenzali, tutti di tipo A. Erano il 25% la settimana scorsa e meno del 2% nelle settimane precedenti.

Covid: Sebastiani, raggiunto il picco dei positivi

E’ stato raggiunto nella seconda metà della scorsa settimana il picco della percentuale dei positivi ai test molecolari per la diagnosi del virus SARS-CoV-2; aumentano in modo debole intanto i ricoveri nei reparti ordinari, gli ingressi nelle terapie intensive e i decessi: è quanto indica l’analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

“L’analisi dei dati dell’epidemia di Covid-19 in Italia mostra che la media della percentuale dei positivi ai test molecolari, negli ultimi 8 giorni, è stata di fatto costante, al 13% circa, rispetto al 9,5% di 25 giorni fa”, rileva l’esperto. “L’analisi delle differenze settimanali dei valori sperimentali – aggiunge – rivela che il massimo dovrebbe essere stato raggiunto nella seconda parte della settimana scorsa. Con i dati dei prossimi giorni sarà possibile una localizzazione più precisa”. Per quanto riguarda i decessi, “come previsto, sono in fase di seppur debole crescita, con un valore medio nella settimana scorsa pari a 142 morti al giorno, contro i 131 della settimana precedente”, aggiunge Sebastiani.

“Sale anche la percentuale di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari, ora al 13,8%, rispetto al 12,9% della settimana scorsa, così come il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva, con una media che la settimana scorsa era di 44 unità, rispetto al valore di 42,4 della settimana precedente”.

 

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