Calabria
Giovane sbranata da un branco di maremmani. Arrestato il proprietario dei cani
La giovane era in compagnia di un ragazzo per un pic-nic, quando venne attaccata e uccisa da un branco di cani da gregge

SATRIANO (CZ) – A distanza di sette mesi da quel tragico pomeriggio del 26 agosto, nella pineta di Monte Fiorino a Satriano, dove la giovane Simona Cavallaro, una ragazza di 20 anni, venne aggredita e uccisa da un gruppo di cani meticci/maremmani a guardia di un gregge in un’area pic-nic, i carabinieri hanno arrestato e posto ai domiciliari il proprietario degli animali. Si tratta di Pietro Russomanno, 45enne titolare di un’azienda zootecnia di allevamento di ovini e caprini. L’uomo è accusato del reato di omicidio colposo. L’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli animali, secondo l’accusa, erano posti a protezione di un gregge.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la giovane era in compagnia di un ragazzo nella pineta della zona di Monte Fiorino per fare un sopralluogo per un pic-nic in previsione di un scampagnata, quando vennero attaccati dai cani. Nella fuga il ragazzo riuscì a chiudersi in un casolare abbandonato, perdendo però di vista la ventenne che venne invece aggredita e uccisa per lo shock emorragico dovuto alle lesioni multiple subite. A quel punto, avrebbe dato immediatamente l’allarme, ma all’arrivo dei carabinieri la ragazza era già morta per le gravi ferite riportate nell’aggressione. Nel fascicolo aperto dalla Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, vennero ricostruiti quei terribili delicati momenti. Attimi concitati nei quali Simona Cavallaro e l’amico, che si trovava con lei, dovettero prendere una decisione in pochi istanti. Lui pensò di correre verso un capanno, lei verso l’auto con la quale avevano raggiunto la zona.
In due giorni, con l’ausilio dell’Azienda sanitaria provinciale, vennero accalappiati dodici cani maremmani e meticci nella zona di Monte Fiorino, molti sporchi di sangue. Vennero poi effettuati alcuni rilievi scientifici a ricostruire quanto accaduto nell’aggressione. Gli esperti prelevarono alcuni campioni di peli trovati sotto le unghie della 20enne per identificare con certezza gli animali che avevano effettivamente aggredito la ragazza. Probabilmente la ragazza ha anche disperatamente di difendersi.
Le accuse: il gregge non dove essere nella pineta
“L’autopsia aveva confermato che le lesioni e le lacerazioni sulla vittima erano inconfutabilmente riconducibili ad un attacco multiplo da parte di cani. Gli accertamenti di laboratorio fatti dal Ris Carabinieri di Messina sulle “ciocche” di peli prelevate dagli esemplari poi catturati hanno quindi permesso di appurare la presenza di sangue relativa ad profilo genotipico sovrapponibile a quello della giovane aggredita. L’ipotesi dell’accusa, che si fonda sugli esiti della complessa indagine condotta dai militari dal Nor Sezione operativa della Compagnia di Soverato insieme a quelli della Stazione di Satriano, è che l’allevatore, titolare del gregge e del branco di cani, abbia introdotto e fatto pascolare abusivamente il gregge nell’area attrezzata di Satriano dal 24 agosto 2021 e abbia arbitrariamente invaso il terreno di proprietà del Comune, destinandolo a pascolo, ove peraltro veniva utilizzava una struttura abusiva ivi sussistente, per porre al riparo il gregge ed i cani.
Animali lasciati incustoditi
Per l’accusa, inoltre, l’uomo avrebbe lasciato pascolare in sua assenza il gregge con al seguito un branco di cani, omettendo di vigilare sul comportamento dei cani e di richiamarli nel momento in cui gli stessi avevano iniziato a mostrarsi aggressivi con la ragazza, visto che non era presente. Così facendo, per l’accusa, l’uomo ha tenuto una condotta gravemente imprudente, negligente ed imperita, manifestando, riferiscono gli inquirenti, “totale disinteresse” per le basilari norme comportamentali nello svolgimento della propria attività di allevatore oltre che per l’altrui incolumità. Tra i reati ipotizzati nei confronti dell’uomo, figurano infatti anche i reati di introduzione ed abbandono di animali in fondo altrui, invasione di terreni e pascolo abusivo.



















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