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Condizionatori e termosifoni negli uffici pubblici: le nuove regole in arrivo

Italia

Condizionatori e termosifoni negli uffici pubblici: le nuove regole in arrivo

La commissione Ambiente e Attività produttive ha approvato un emendamento che impone una stretta su riscaldamento e aria condizionata delle pubbliche amministrazione

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ROMA – Stop al condizionatore selvaggio negli uffici pubblici. Mentre a Palazzo Chigi si lavora per scongiurare gli effetti della crisi energetica, arriva un primo segno di ridimensionamento degli usi (e spesso degli sprechi) per quanto riguarda il gas. Le commissioni Ambiente e Attività produttive hanno approvato un emendamento del M5S al decreto bollette che impone una stretta su termosifoni e condizionatori delle Pa. Il decreto è atteso a Montecitorio lunedì: le misure ammontano a quasi 8 miliardi, di cui circa 5,5 per il caro energia con la cancellazione degli oneri di sistema per le utenze domestiche per il secondo trimestre e il potenziamento del bonus sociale. Il resto va a sostegno delle filiere produttive. Previste liberalizzazioni per le rinnovabili e l’aumento della produzione di gas nazionale.

Dal 1° maggio al 31 marzo 2023 la media ponderata della temperatura negli edifici pubblici non dovrà superare i 19 gradi in inverno e, in estate, non dovrà essere minore dei 27 gradi, con 2° di tolleranza. Dopo più di un mese dalla presentazione del decreto “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriai”‘, sono iniziate così le votazioni del disegno di legge di conversione.

Un’altra novità dell’ultima ora è l’esenzione dell’imposta di registro per gli immobili dati in comodato d’uso a profughi provenienti dall’Ucraina, prevista da un altro emendamento.Tra le misure che hanno avuto il via libera del governo c’è, per esempio, la semplificazione della procedura di installazione di un impianto fotovoltaico che viene estesa alle opere connesse. Vengono poi ripartiti a favore di radio, tv locali, periodici e quotidiani locali 45 milioni di euro di fondi non utilizzati. Un altro emendamento, presentato dai relatori, prevede obblighi di rendicontazione per l’Arera sulle risorse utilizzate per il taglio delle bollette. In caso di spesa inferiore allo stanziamento, si potrebbero liberare risorse per nuovi aiuti a famiglie e imprese, come anticipato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Il possibile avanzo di risorse dovrebbe essere di 2 miliardi di euro.

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