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Guarascio “punta” Fiore e pensa di “mollare” Gagliardi

COSENZA – Fiducia a tempo. E’ quella che la società della Nuova Cosenza Calcio, ha concesso a Gianluca Gagliardi.
Il tecnico, molto probabilmente, non paga tanto alcune prestazioni deludenti della sua squadra, ma, semmai, questa è la considerazione della stragrande maggioranza dei tifosi rossoblù, il fatto di essere un “uomo” del diesse Stefano Fiore. Il rapporto tra l’ex fantasista di Cosenza, Lazio, Parma, Valencia e numero 10 della Nazionale, e duo Guarascio e Quaglio, è sempre più traballante. Per buona parte della giornata di ieri, la panchina del tecnico, cosentino doc, è stata l’epicentro di più di una scossa sismica. Ad un certo punto, infatti, è spuntata la pista che voleva il sodalizio silano, sulle tracce di Gigi de Rosa. Anche in questo caso, come dice un vecchio adagio, corsi e ricorsi storici. Basta, infatti, riavvolgere il nastro dello scorso campionato e ricordare lo scambio di testimone in panca tra Patania (altro “uomo” di Fiore?) e Tommaso Napoli. Alla fine dello scorso campionato, sappiamo tutti bene, com’è andata a finire. Secondo posto in classifica, play off vinti ad Arezzo, sqaudra con un numero altissimo di risultati utili consecutivi centrati, ottimo potenziale d’attacco, difesa quasi bunker. Numeri, però, che non sono serviti al tecnico per garantirsi un altro anno di contratto. Insomma, la storia si ripete. Ma, almeno per il momento, con un epilogo diverso. Gagliardi resta al supo posto. ma al prossimo “errore” il posto salta. Come si dice a Cosenza, i “tiraturi” hanno già iniziato ad esercitarsi con la macumba. La panchina a rischio di Gianluca Gagliardi, è l’ennesima dimostrazione di uno strappo professionale difficilmente ricucibile tra la società e l’area tecnica. Al patron del sodalizio silano e all’ad Quaglio, non è certo un mistero, Fiore e Leonetti, non sono mai andati a genio. I motivi? Forse tanti, forse nulla. fatto sta che, il patron non ha mai preso la parola per spiegare i motivi del’attrito. Stefano Fiore ha allestito la squadra, sulla base del budget che il proprietario della navicella silana, gli ha messo a disposizione. Cifre non a zeri infiniti, ma somme contenute. I risultati ottenuti da Gianluca Gagliardi sono da miracolo. Il secondo posto, a distanza di sei punti dalla lepre Messina non è da buttare. Certo, se Guarascio avesse messo mano al portafoglio, scucendo qualche altro cache sonante, forse oggi il Messina, inseguirebbe i Lupi. Intanto, nonostante le previsioni ambientali “segnino” mare agitato, forte vento e nubi all’orizzonte, il condottiero silano, continua impeterrito a torchiare i suoi ragazzi. Tra la voglia di punti e propositi di rosicchiare punti alla capolista, domenica c’è da superare l’ostacolo Ribera, ostica squadra siciliana, che domenica ha fatto davvero sudare freddo il Messina, riuscito, come al solito, a centrare i tre punti, con il miglior centravanti in forza ai peloritani: la fortuna. Forse senza quella, l’undici siciliano, nonostante l’ottima organizzazione societaria e l’organico, non sarebbe al comando. Ma si sa, i calcoli e le tabelle, nel calcio servono a poco. La differenza la fanno l’oroglio, le motivazioni e la giusta cattiveria agonistica, soprattutto in serie D, dove più che la tecnica e la classe, contano le gambe e il fiato.



















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