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“Sistema Rende”, tutti assolti. Sandro Principe scoppia in lacrime “finisce un incubo”

Area Urbana

“Sistema Rende”, tutti assolti. Sandro Principe scoppia in lacrime “finisce un incubo”

Il processo di primo grado sui presunti intrecci tra esponenti politici del comune di Rende ed appartenenti al clan Lanzino-Ruà

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Sandro Principe 8

COSENZA – Il tribunale di Cosenza, in composizione collegiale, ha assolto tutti gli imputati nel processo di primo grado denominato “Sistema Rende”. Sono stati assolti gli ex sindaci del comune rendese Sandro Principe e Umberto Bernaudo e gli ex assessori Pietro Paolo Ruffolo e Giuseppe Gagliardi. Il processo nasceva dall’inchiesta della DDA sui presunti intrecci tra politici ed esponenti del clan Lanzino-Ruà. L’ex sindaco Sandro Principe alla lettura della sentenza è scoppiato in lacrime ed è stato abbracciato dai sui legali. Principe più volte aveva evidenziato la sua assoluta “linearità nel mio rapporto correttissimo con le istituzioni cittadini e operatori della mia città  che ancora oggi esprimono una grande considerazione”. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna di Principe a 9 anni di reclusione, di Bernaudo a 8 anni, di Ruffolo a 7 anni e 6 mesi e di Gagliardi a 2 anni.

“Da un lato c’è una grande soddisfazione e devo ringraziare i miei legali , gli avvocati Franco e Paolo Sammarco e Anna Spada – ha detto Principe dopo la sentenza. Sinceramente se penso a tutte le sofferenze patite sono distrutto. Ho commesso tanti errori, perchè sono un uomo genuino ma mi sono sempre battuto per il riscatto del territorio di Rende e l’ho sempre fatto nel rispetto delle regole. Sono felice, ma anche distrutto. Con la mia esperienza, qualcosa certamente potrò ancora fare per la mia terra e di supporto ai giovani. Fare politica significa dare un contributo e non stare necessariamente nelle istituzioni”.

Le accuse – Secondo il pubblico ministero l’amministrazione di Rende, ed in particolare il gruppo politico riconducibile a Principe tra il 2001 e il 2011, sarebbe stato a disposizione della cosca Lanzino. Per gli inquirenti Principe, Bernaudo e Ruffolo si sarebbero accordati con gli esponenti della cosca che avrebbero poi beneficiato con «condotte amministrative di favore». Inoltre, i tre politici avrebbero agevolato la cosca in cambio di “procacciamento di voti” per le elezioni comunali, provinciali e regionali, rispettivamente le prime due del 2009 e la terza del 2010. Tra le condotte evidenziate dagli inquirenti anche l’assunzione nella cooperativa Rende 2000 del boss Ettore Lanzino. Secondo l’accusa, inoltre, Principe disponeva o comunque sollecitava, d’intesa con Bernaudo, l’assunzione del capo clan e comunque ometteva di attivarsi con riferimento a un eventuale licenziamento e sarebbero almeno 23 le persone assunte nella coop e ritenute contigue al clan. 

Principe era stato prosciolto per il reato di corruzione elettorale, ma era stato rinviato a giudizio per i reati di corruzione in atti amministrativi e concorso esterno in associazione mafiosa. Umberto Bernaudo, anche lui ex sndaco di Rend, Pietro Ruffolo, ex assessore, era stati rinviati a giudizio  per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale. Giuseppe Gagliardi, ex consigliere comunale ed ex assessore anche lui era stato prosciolto per la corruzione in atti amministrativi e rinviato a giudizio per corruzione elettorale.

 

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