Calabria
“Platinum”, le mani della ‘ndrangheta in Piemonte ed Europa. Chieste 19 condanne
Le accuse, a vario titolo, oltre alla associazione di stampo mafioso, riguardano in prevalenza il narcotraffico e il riciclaggio

TORINO – Condanne per un ammontare superiore ai 185 anni di carcere sono state chieste dalla procura di Torino al processo ‘Platinum‘ sulla presenza della ‘ndrangheta in Piemonte, Germania, Romania e Spagna. Si tratta del troncone del procedimento celebrato con il rito abbreviato. L’operazione scattata a maggio del 20221 tratta di soggetti attivi nel “locale” di Volpiano, considerati terminale economico della famiglia Agresta di Platì, nonché nei confronti di esponenti della famiglia Giorgi, detti “Boviciani”, di San Luca, ritenuti responsabili di narcotraffico internazionale ed attivi in Piemonte, Calabria, Sardegna e, in Germania, nel Land del Baden Wùrttemberg, nelle località turistiche del Lago di Costanza. Le richieste del pm Valerio Longi vanno dai venti anni agli otto mesi di reclusione e riguardano diciannove imputati. Per tre è stata proposta l’assoluzione. Le accuse, a vario titolo, oltre alla associazione di stampo mafioso, riguardano in prevalenza il narcotraffico – in particolare l’importazione da Olanda, Belgio, Germania e Spagna di cocaina da smerciare in Sardegna e Sicilia – e il riciclaggio dei proventi in attività commerciali e di ristorazione in Germania.
Oltre all’esecuzioni di diverse misure cautelari, l’operazione ‘Platinum-Dia’ portò anche a numerosi sequestri preventivi di beni costituiti da aziende cooperative ed edili, immobili, auto, conti correnti bancari e postali, corrispondenti ad un valore di molti milioni di euro. Oggetto della misura cinque società che operavano nella ristorazione, una rivendita tabacchi in via Volpiano sempre nel capoluogo piemontese, aziende nel settore immobiliare e dell’edilizia e imprese con sede a Torino.

















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