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Sole 24 ore, condannato a 2 anni e 6 mesi l’ex direttore Roberto Napoletano “sbalordito”
Napoletano, ora direttore del Quotidiano del Sud condannato per reati di false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo “sono innocente”

MILANO – È stato condannato a due anni e mezzo di carcere e a una multa di 50 mila euro l’ex direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, imputato per presunte irregolarità nei conti del gruppo editoriale nel periodo in cui era ai vertici. Si chiude così il processo in primo grado nei confronti del giornalista che ha sempre rivendicato la sua correttezza, e che ancora oggi, oltre ad annunciare il ricorso contro la sentenza, ha affermato di essere “sbalordito” ma “soprattutto innocente”.
La seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Fores Tanga, lo ha invece ritenuto responsabile dei reati di false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo contestati dal pm Gaetano Ruta. Il quale, pur avendo chiesto una pena più alta di un anno e mezzo rispetto a quella inflitta, si è visto riconoscere l’impianto accusatorio, tranne che per un capo di imputazione, quello sulla cessione e il riaffitto della rotativa (“sale and lease back”), per il quale il collegio ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”. I giudici, che depositeranno le motivazioni entro 30 giorni, hanno inoltre disposto il risarcimento alle parti civili – la Consob e qualche piccolo azionista, dipendente ed ex dipendente – in separata sede e per alcuni di loro, tra cui la stessa Commissione di Borsa, in solido con il Gruppo che è responsabile civile.
“Gli atti di questo processo – ha spiegato l’ex direttore del quotidiano difeso da Edda Gandossi e Guido Alleva – dimostrano in modo inequivoco che sul piano editoriale ho ricevuto un giornale sull’orlo del baratro e ho conseguito risultati editoriali sempre positivi, sempre in netta controtendenza rispetto al mercato e, soprattutto, conseguiti in modo lecito”.
Secondo la ricostruzione del pm Ruta, da un anno alla Procura Europea, Napoletano, ora alla guida del Quotidiano del Sud, sarebbe stato “amministratore di fatto” del Gruppo dal 23 marzo 2011 al 14 marzo 2017 “per via della partecipazione ai consigli di amministrazione (…) e del coinvolgimento nelle scelte gestionali”. L’ex direttore, che si è visto annullare dalla Corte d’Appello di Roma la sanzione amministrativa della Consob di 280.000 euro, come si legge nel capo di imputazione, assieme all’ex ad Donatella Treu e all’ex presidente Benito Benedini (hanno patteggiato come ha fatto lo stesso Gruppo) -, “al fine di assicurare a se stessi e a terzi un ingiusto profitto“, nella semestrale del giugno 2015, nel resoconto intermedio del settembre successivo, nonché nel bilancio del dicembre dello stesso anno, avrebbe esposto, sovrastimandoli, “fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, in particolare sull’andamento economico del quotidiano (…), sulle vendite delle copie digitali e cartacee e sui ricavi ad esse connessi”. Ora si attende il secondo round davanti alla Corte d’Appello.



















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