Provincia
Caro gasolio, pescatori ancora fermi e in protesta a Cetraro “siamo alla disperazione”
Pescatori fermi da una settimana “non abbiamo più la forza di pescare. Usciamo per guadagnare 500 euro e ne spendiamo 700 di carburante”

CETRARO – Domani toccherà a quelli di Gioia Tauro protestare contro i prezzi del carburante per le loro barche sempre più alti. Questa mattina, invece, sono stati i pescatori di Cetraro a tenere le loro imbarcazioni ferme sulla banchina e a manifestare la loro rabbia chiedendo un immediato intervento del Governo contro i rincari senza freni del carburante che stanno rendendo impossibile a chi vive di pesca arrivare alla fine del mese.
“Siamo alla disperazione, non abbiamo più la forza di andare a mare – dicono i pescatoti-. Usciamo per guadagnare 500 euro e ne spendiamo 700 di carburante. Che senso ha allora uscire in barca? Tanto vale rimanere qui in porto come stiamo facendo da mercoledì scorso perchè non abbiamo le risorse per andare a pescare. Perchè in Spagna il carburante deve essere pagato a 70 centesimi mentre da noi siamo quasi al triplo? Questo non è solo un problema di Cetraro ma di tutta Italia. Ci hanno messo in croce e il Governo nazionale non interviene”.
La solidarietà del Sindaco Cennamo “subito risposte”
Solidarietà ai pescatori di Cetraro è arrivata dal Sindaco del comune tirrenico Ermanno Cennamo “la marineria di Cetraro si ferma e chiede con forza che vengano date risposte al caro gasolio. Risposte – spiega il primo cittadino – che attendono anche i sindaci del Tirreno Cosentino dopo che, nei mesi scorsi, chiesero al Governo di fare la propria parte. Le risposte tardano ad arrivare e non possiamo più restare in silenzio. Sono dunque al fianco dei pescatori che oggi si fermano per lanciare un segnale alle istituzioni. Ed io da Sindaco non posso che sostenerli con convinzione”.
Domani nuova protesta al Porto di Gioia Tauro
Intanto una nuova protesta andrà in scena domani mattina, quando alcuni pescherecci sosteranno davanti all’imbocco del porto di Gioia Tauro. “La Uiltrasporti – afferma Giuseppe Rizzo, segretario generale della Uiltrasporti Calabria – attenta sempre a queste tematiche, si affianca a questa giusta protesta pacifica per richiedere, con forza e determinazione, un immediato intervento da parte del Governo nazionale e regionale. L’aumento sproporzionato e immotivato del carburante, infatti – prosegue il sindacalista – non consente a migliaia di lavoratori di poter garantire i bisogni quotidiani alle proprie famiglie. I lavoratori non possono e non vogliono aumentare il prezzo del pescato per una serie di motivi, tra cui il rischio concreto che lo stesso rimanga invenduto. Questa protesta, unitamente alle altre che stanno interessando tutto il territorio nazionale vuole riportare su questa delicata problematica l’attenzione del Governo nazionale, affinché vengano ricercate e trovate, con prontezza, le giuste soluzioni alla problematica legata al caro gasolio. La Uiltrasporti, nel ribadire la propria vicinanza ai lavoratori del settore – conclude Rizzo – chiede un intervento immediato al presidente della Regione, Roberto Occhiuto che, da sempre, ha dimostrato massima attenzione e piena disponibilità nell’affrontare le problematiche dei lavoratori. Come Uiltrasporti, infine, vigileremo su questa protesta e saremo pronti a dire la nostra sulle soluzioni che saranno ricercate per garantire l’intero sistema produttivo, compreso l’indotto“.



















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