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Sanità, paura per il Decreto Calabria. Anche Guccione invoca la proroga: “Ecco perché è giusto”

Calabria

Sanità, paura per il Decreto Calabria. Anche Guccione invoca la proroga: “Ecco perché è giusto”

Dopo il Governatore Occhiuto, anche il responsabile Pd Sanità per il Mezzogiorno lancia un appello al nuovo Governo

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CATANZARO  – Il Decreto Calabria è in scadenza e in Regione serpeggia uno stato di agitazione e di malessere, in attesa che il nuovo Governo Meloni si pronunci. Dopo il governatore della Regione, Roberto Occhiuto, anche Carlo Guccione, responsabile Pd Sanità per il Mezzogiorno, chiede una proroga di altri sei mesi.

“È giusto che i calabresi non paghino, ancora una volta, il prezzo della malagestione della sanità calabrese visto che fino ad oggi non si è riusciti ad attivare tutte le norme previste dal Decreto Calabria. Ecco perché è giusto prorogare di ulteriori sei mesi questo provvedimento: non possiamo privare il comparto sanità della possibilità di avere il contributo di solidarietà di 60 milioni per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023, e un Piano straordinario delle assunzioni“, dichiara in una nota Carlo Guccione.

“L’erogazione delle risorse – aggiunge Guccione – è condizionata al programma operativo di prosecuzione del Piano di rientro che al momento non è stato approvato, né adottato. Ci auguriamo che il nuovo Governo possa trovare il modo di prorogare il Decreto Calabria prima della scadenza, prevista il 10 novembre. Ottenuto il prolungamento si vigili sul rispetto dei tempi e si faccia in modo che venga approvato il nuovo Piano operativo 2022-2024 per poter usufruire dei fondi. Ricordo, inoltre, che abbiamo a disposizione circa 1,5 miliardi di finanziamenti Inail ed ex articolo 20 legge 67/88 per l’edilizia sanitaria (costruire nuovi ospedali e ristrutturare presidi ospedalieri degli anni 70-80)”.

“Pur in presenza di ingenti finanziamenti – sottolinea il responsabile dem sanità per il Mezzogiorno – è venuta meno la capacità di utilizzarli, in tempi ragionevoli, nella realizzazione delle opere previste: i tre nuovi ospedali, il cui iter di realizzazione è partito nel 2007, a distanza di 15 anni ancora non sono stati costruiti. Bisogna chiudere questa brutta pagina, la vera sfida oggi si gioca sulla capacità di mettere in campo tutte le azioni necessarie per realizzare le opere previste in tempi rapidi e con procedure chiare e trasparenti”.

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